Il Tirreno

Firenze

«Senza soldi ambulanze ferme»

Antonio Paassanese
«Senza soldi ambulanze ferme»

La Misericordia si appella alla Regione: «Costi insostenibili, calmierare aumenti». E l’assessore Bezzini promette che affronterà l’emergenza in conferenza permanente

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FIRENZE. Rimborsi che arrivano in ritardo, tariffe ferme sugli stessi livelli da anni e trattativa con la Regione in difficoltà. E la Misericordia di Firenze annuncia che potrebbe «diminuire la propria capacità operativa». Che tradotto significa: meno ambulanze in servizio. È un appello accorato (ma anche un ultimatum) quello che arriva dal provveditore Nicolò D’Afflitto che ieri si è visto costretto a mettere nero su bianco i problemi a cui da tempo è costretta a far fronte la più antica istituzione di assistenza d’Italia. «L’organizzazione dei servizi di trasporto sanitario e sociale è divenuta economicamente insostenibile – scrive in una lettera aperta – i rimborsi sono sufficienti a coprire soltanto una piccola fetta dei costi necessari per garantire la qualità dei servizi, lasciando sulle spalle dell’Arciconfraternita un onere che, soltanto nel 2021, è stato stimato in circa 1,5 milioni di euro». Gli ultimi ritocchi strutturali alle tariffe dei trasporti sanitari ordinari risalgono al 2015, mentre le tariffe relative all’emergenza territoriale sono state riviste con la riorganizzazione del 2018 ma non sono stati previsti adeguamenti. «L’aumento incontrollato del costo dell’energia e dei carburanti comporterà per la Misericordia maggiori costi stimabili in un + 40% delle spese. Alla luce della situazione l’Arciconfraternita sarà chiamata a compiere dei sacrifici» con un blocco delle ambulanze. Il provveditore D’Afflitto si augura quindi che che la Regione risolva tempestivamente i problemi mettendo in campo misure (soprattutto economiche) che possano calmierare gli aumenti. «I servizi di trasporto costituiscono un cardine del Sistema sanitario nazionale – si legge nella lettera aperta – Anche su questo punto, la Misericordia di Firenze auspica l’immediata apertura di un tavolo di coprogettazione». Non è il primo scontro, questo, tra il mondo del volontariato e la Regione. Nel settembre dello scorso anno le Misericordie della Toscana insieme ad Anpas e Croce Rossa annunciarono una manifestazione per denunciare la lontananza di Palazzo Strozzi Sacrati. E la risposta del governatore Giani fu durissima, tanto che arrivò a definirle, «aziende più che volontari». Ieri, però, l’assessore alla Sanità Simone Bezzini ha usato tutto un altro tono, più conciliante: «Ringrazio le associazioni per il lavoro che svolgono ogni giorno in sinergia con il sistema sanitario regionale. Ci rendiamo conto delle difficoltà e affronteremo la questione in conferenza permanente con la discussione sul budget 2022. Serve però un impegno più forte del governo per rimborsare gli incrementi di costo emersi negli ultimi mesi . Proprio oggi gli assessori alla sanità di tutta Italia hanno chiesto al governo uno stanziamento straordinario di 900 milioni di euro per fronteggiare il caro energia. Istituzioni e associazioni devono mobilitarsi assieme per ottenere questo risultato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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