Gioco
Sos da via della fiorentinità. «Sopravviviamo solo di turisti»
Serragli, gli artigiani rimasti chiedono di ripensare la Ztl
FIRENZE. Mentre una comitiva di giovani americani passeggia per via dei Serragli, un artigiano esce dalla sua piccola e buia bottega con addosso il grembiule mentre impugna un pennello dalla punta colorata di blu. La storica via di Firenze è simbolo di arte e creatività. Qui il talento dell’artigiano si intravede nel dettaglio della borse di cuoio o nella cura con cui un abito è stato cucito a mano, prestando attenzione alle stoffe speciali di cui si compone. Gli anelli dalle pietre cangianti incastonate rispecchiano l’estro di chi ha un’arte per le mani. Passeggiando non possiamo non restare incuriositi dalle vetrine ben fatte. Come ipnotizzato, ti fermi ad osservare l’artigiano che con estrema pazienza posa sulla cornice la delicata foglia d’oro. In via dei Serragli si respira la fiorentinità.
Sono gli oggetti stessi a parlare per questi artisti che rendono la via unica al mondo. Come succede spesso però, i tempi cambiano e così ciò che ci circonda. Molte botteghe di un tempo sono state costrette a chiudere. Chi è rimasto, ha dovuto adattarsi alle esigenze della clientela che si evolve. Incontrare un fiorentino in via dei Serragli è diventato una rarità. Sono perlopiù coppie e gruppi di amici che scelgono di soggiornare in questi palazzi storici dalle porticine in legno.
«Senza dubbio, il fatto che questa via sia un tratto ztl, non aiuta. Compie una bella scrematura di potenziali clienti. Ma ormai è così da almeno 7 anni. Questa città è diventata un albergo a cielo aperto, ma se non ci fossero i turisti, io avrei già chiuso. La mia clientela è composta dal 99% da loro» spiega Nicola Naimoli del negozio Momo Vintage, che aggiunge «qui passano solo autobus, taxi e auto con i pass degli hotel. Il cliente fiorentino avrebbe serie difficoltà a trovare parcheggio qui vicino». Un problema, quello della viabilità, che riguarda tutti. Da chi vive al terzo piano di un palazzo che dà sulla strada, fino al più piccolo negozio all’angolo. I clacson fanno da colonna sonora ad una scena che vede come protagonisti due taxi che inveiscono contro una signora che cerca di parcheggiare tra due macchine. Poi, d’improvviso, ecco una bicicletta che passa su un marciapiede. Il rischio di scontrarsi con due ragazzi che camminavano mano nella mano era alto, ma poco importa. Insomma, una via che profuma d’arte ma inquinata dalla maleducazione di chi è di passaggio. «Dal pedone che attraversa con lo sguardo rivolto verso il basso per guardare il cellulare fino al semplice guidatore che sfreccia a tutta birra, l’inciviltà regna sovrana», spiega Luca, conosciuto da tutti come “L’artigiano”, proprietario di un negozio di antiquariato. Mentre un’anziana cerca di attraversare la strada, un camioncino si ferma nel mezzo delle strisce pedonali, impedendo il passaggio. «Signora è questione di soli pochi minuti, poi me ne vado», e fu così che ci restò per ben 10 minuti. Via dei Serragli è stretta, ma non è giusto definirlo un difetto, anzi. È uno dei suoi tanti pregi che la rendono unica. L’importante è rispettare questa sua caratteristica. Non tutti però scelgono di comportarsi in modo responsabile e vedono la strada stretta come un intralcio.
«Questa strada rappresenta da ponte alla Carraia la via d’uscita per il centro, perciò è trafficata. Le persone che guidano si dimostrano troppo spesso impazienti. Dovrebbero comprendere il tratto delicato che percorrono e invece si sbizzarriscono con parcheggi a doppia fila o sui marciapiedi», spiega Ciro Brandi, proprietario del negozio Quoio, che aggiunge «la clientela è composta da turisti, che conoscono la via come il simbolo dell’artigianato. Sono pochi i fiorentini che frequentano il mio negozio». La viabilità è cambiata molto in questi anni e continua a cambiare. Per un anno puoi avere un traffico sostenibile per poi avere l’anno successivo l’esatto opposto. Molti sono preoccupati, poi, per i lavori che inizieranno a luglio su via Romana. Temono che il grande flusso si riversi qui, ma un flusso di passaggio, niente soste di clienti.
La viabilità è diventata anarchia pura, spiega sempre Brandi: «Proprio pochi giorni fa qui vicino è avvenuto un incidente tra due macchine in cui è rimasta coinvolta una donna. Niente di grave, ma incidenti come questi avvengono così spesso che testimoniano le evidenti difficoltà di viaggiare per queste vie. Inoltre pochi anni fa, la strada fu soggetta a lavori, ma già da adesso è possibile riscontrare ulteriori problemi, come i tombini che balzano al passaggio». A causare incidenti però non sono solo le auto. Come racconta l’antiquario Giuliano Cappuzzo, «i monopattini elettrici e le motociclette non hanno regole. Sono pericolosi per chi guida, ma anche per chi cammina sui marciapiedi. È capitato che, durante le ore più intense del traffico, le moto ci passassero sopra». Le gallerie, con le loro sculture di arte contemporanea, abbelliscono le vie vicine. Due artigiani si riposano fumando una sigaretta, scambiando due chiacchiere sul caldo di oggi. Da un negozio d’abbigliamento vintage si sente una commessa che canta una canzone di Madonna. Per un turista tutto ciò sembra una scena di un film. Per un fiorentino è una bellissima quotidianità a cui non vorrebbe mai rinunciare, nonostante tutto. A cui vorrebbe sempre assistere perché sa di casa. Una casa antica, ma accogliente perché fatta di colori e profumi che scandiscono la vita diladdarno.l
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