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Firenze

Soldato russo alla cerimonia. «L’Anpi doveva avvisare»

Soldato russo alla cerimonia. «L’Anpi doveva avvisare»

Matulli critica gli organizzatori: «Da loro un atto indelicato»

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FIRENZE. «Dopo dieci minuti si sono visti scomparire i gonfaloni e le fasce, poi è cominciata la cerimonia. Nessuno ha detto niente, hanno spiegato dopo quello che era successo». Così Giuseppe Matulli, presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza, racconta cosa è accaduto sabato mattina alla commemorazione dell’eccidio di Pian D’Albero del 20 giugno 1944, organizzata dall’Anpi presso il monumento ai Caduti di piazza Elia dalla Costa a Gavinana. Di fronte alla presenza di un ufficiale dell’esercito della Federazione russa con cameraman al seguito, invitato dall’Anpi per commemorare i militari russi che persero la vita nella strage, i rappresentanti delle istituzioni hanno deciso di far sparire le fasce tricolore e i gonfaloni, per evitare strumentalizzazioni alla luce della guerra in Ucraina. «Se gli organizzatori - sottolinea Matulli - avessero minimamente concordato con le amministrazioni comunali, come si fa di solito, informandole prima, probabilmente non sarebbe accaduto. È stato un atto di indelicatezza». Il risultato è che tutti hanno rinunciato a intervenire, e la cerimonia è durata meno di un’ora.

Critici invece verso il comportamento tenuto dai rappresentanti dei Comuni sono i consiglieri comunali di Firenze Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, di Sinistra Progetto Comune: «Troviamo assurdo - affermano - che ieri ci sia qualcuno della Giunta che avrebbe accusato il "popolo russo" di insanguinare l'Ucraina, facendo venire meno ogni distinzione e scegliendo di ammainare i simboli del Comune perché era presente un addetto militare a ricordare il sacrificio dell'Armata Rossa e dei partigiani sovietici in Italia».

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