Il Tirreno

Firenze

Ha settecento Barbie «Non sono bambole sono icone di stile»

Elena Andreini
Ha settecento Barbie «Non sono bambole sono icone di stile»

La collezione di Scuffi Abati racconta i cambiamenti

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L’appuntamento è a Colonnata. La porta è assai originale a dire il vero, con uno specchio ad altezza uomo (o donna). Silvia Scuffi Abati viene ad aprire sorridente e dal salotto una fila di Barbie. Le bambole custodite ognuna in una scatola trasparente, si affacciano dalla balaustra. Quante bambole ci sono? Ladomanda è sbagliata.

La padrona di casa si rabbuia un po’e corregge: «La Barbie non è una bambola comune è un’icona di stile – rimprovera – ne ho più di 700 alcune di queste sono modelli unici. Colleziono Barbie da quando ero piccola, a partire dagli anni Settanta, non ho Barbie prima di quella data. Le prime produzioni non sono tra le mie preferite».

La passione, spiega Silvia, architetto e creatrice di cake design per feste di compleanno e cerimonie, per questa “icona di stile” è stato quasi amore a prima vista a 12 anni. «Ho sempre pensato alla Barbie come a una persona – racconta – e anche oggi per me non è un giocattolo: Barbie rappresenta il mondo e si adatta alle nuove influenze, ai gusti e ai cambiamenti della società. In questi anni la Barbie è cambiata anche fisicamente». Ed è vero: il prodotto Mattel negli anni 50 e 60 oltre ad avere capelli cotonati era dotata di un vitino da vespa, nei decenni successivi le misure della bambola sono state rimodellate e il vitino da vespa ha lasciato il posto a dimensioni più rotonde. La bambola, a seconda delle necessità, è diventata più rigida o snodabile. Ha cambiato colore di pelle e tipo di capelli. «La Barbie è inclusiva – racconta la collezionista – rappresentata tutte le bambine: è alta, bassa, curvy, magra. È uno stile di vita».

Gli stilisti si sono dedicati a lei. Silvia Scuffi Abati mostra una rara edizione di Barbie vestita da Ungaro. Abiti da sogno, accessori griffati, cappelli che neppure Elisabaetta II ha mai indossato. Per Barbie tutto si fa. «Anche il mondo maschile è rimasto affascinato da lei – dice Silvia – alle Convention che frequento non sono pochi i collezionisti uomini di Barbie». Nella sua casa ci sono Barbie inimmaginabili per chi si era accontentata di quello che viene definito il «modello base». «Ci sono Barbie per tutti i gusti e le professioni – spiega – io acquisto le bambole anche nei mercatini dove le trovo vissute come queste (e mostra alcune Barbie con i capelli visibilmente tagliati da una bambina arrabbiata) e poi quelle da collezione che si trovano in silkstone un particolare materiale che le rende morbide come la seta». Ma quali sono i prezzi? «La Barbie la trovi a un prezzo base attorno ai 20 euro – dice Silvia – tra i banchi dei collezionisti può raggiungere cifre oltre i 500 euro, in alcuni casi i prezzi volano a cifre con tre zeri». A conferma che Barbie non sia un giocattolo, la collezionista si diverte a raccontare la storia d’amore con Ken fidanzato storico (e unico) dell’icona della Mattel. « Barbie è solo Barbie». A desso anche attrice: a lei sarà dedicato un film le cui riprese negli Usa, inizieranno a luglio.


 

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