Sicurezza
Il museo di Gonfienti assume tre nuove figure
Si cercano anche un archeologo e un operatore didattico museale. Sarà la Fondazione Accademia dei Perseveranti a gestirlo
CAMPI BISENZIO. Sono tre le figure professionali che verranno selezionate, tramite bando, per lavorare all’interno del museo dei reperti archeologici di Gonfienti. Il nuovo museo con sede all’interno della Rocca Strozzi che aprirà tra meno di un mese, il 15 luglio, avrà infatti bisogno di un archeologo che si occupi di visite guidate e attività divulgazione, di un operatore di concetto addetto all’apertura e alla chiusura e di un operatore didattico museale, con capacità di relazione e dialogo con il pubblico ed esperienza di laboratori didattici e didattica archeologica. È questo uno dei tanti fronti sui quali in questi giorni sta lavorando la fondazione Accademia dei Perseveranti che, oltre a gestire il museo di prossima apertura, si occupa già del Teatrodante Carlo Monni e di Idest, attività editoriale e bibliotecaria che dal 1 dicembre ha concluso il percorso di incorporazione nella Fondazione. Circa dieci giorni fa la Fondazione ha presentato il primo bilancio successivo alla fusione. Un bilancio che, nonostante il 2021 sia stato un anno ancora influenzato dalla pandemia, risulta positivo con un utile di poco più di 8 mila euro. A fare un punto di questo ultimo anno, delle attività seguite dalla Fondazione e delle prossime sfide è il presidente Stefano Salvi. «Si tratta del primo bilancio unificato. Abbiamo dovuto far fronte a un’attività teatrale ridotta a causa del covid e a una riduzione delle entrate, ma grazie ai contributi ricevuti e ai bandi a cui abbiamo partecipato la situazione è positiva. Dal 15 luglio aprirà il museo di Gonfienti – ha proseguito Salvi -, un momento importante per lo sviluppo culturale di Campi. Recentemente è stata approvata in Consiglio comunale la convenzione che affida alla Fondazione la gestione dei primi 18 mesi e nei prossimi giorni uscirà il bando per trovare le figure professionali che serviranno».
Se la gestione del museo per la Fondazione sarà un’assoluta novità, il teatro invece è una certezza dato che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, si dimostra ancora un polo attrattivo. «In questo periodo di estrema difficoltà per la cultura – ha sottolineato il presidente della Fondazione – il teatro è riuscito ad andare avanti grazie al contributo dato dal Comune e agli 850mila euro ricavati dalla vendita dei biglietti nel 2021. Questo ci ha permesso di restare a galla in un momento difficile, ma noi non ci accontentiamo di sopravvivere, vogliamo tornare a essere un polo di attrazione a livello metropolitano come eravamo prima del covid. Stiamo ultimando il cartellone della stagione teatrale 2022-2023 che sarà presentata intorno al 15 luglio. Dopo due anni di assenza riporteremo a Campi spettacoli di livello nazionale e altrettanti realizzati da compagnie del territorio. La nuova sfida poi sarà quella di far avvicinare sempre più i giovani a questo. Dobbiamo incrementare la nostra presenza sul web e attivarci per fare in modo che sia attraverso la biblioteca che grazie alla scuola di teatro i ragazzi si appassionino. Vogliamo che non sia visto solo come un passatempo, ma che sia vissuto». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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