Gioco
Bis Bag Il marchio scandiccese spopola con le borse green di pelle riciclata
L’idea di Simona Innocenti è diventata un brand di successo della moda fiorentina
SCANDICCI. Quando riciclare è di moda. Così è nata Bis Bag, idea imprenditoriale di successo che ha preso vita a Scandicci, dalla genialità, dall’amore per la manualità, il saper fare e il gusto e lo stile italiano di Simona Innocenti. «Due volte borsa – spiega Innocenti – è la cosa che dico sempre e, poi, diventato il mio motto. Il Bis si fa a tavola, si fa a teatro e si fa quando si vuole replicare qualcosa che è piaciuto tantissimo. E gli volevo dare un connotato positivo, perché la pelle che è in terra non è da smaltire ma da recuperare ed ecco il riuso». A Bis Bag il riuso e l’ecosostenibilità sono il punto di forza, il nucleo da cui nasce tutto, il generatore di tutti i portachiavi, portafogli e borse apprezzate non sono a livello nazionale ma in tutta Europa ed anche negli States. A dire la verità Simona ha sempre avuto gusto e occhio per la lavorazione della pelle. La sua famiglia vanta una lunga tradizione artigiana. Il suo bisnonno nel 1884 era amministratore unico della Leather Bis ed era un abile e conosciuto ciabattino di Scandicci, mestiere che poi ha passato al figlio.
Negli anni venti del Novecento fu uno dei maggiori maestri artigiani che insegnò letteralmente a “fare le scarpe” a tutta Firenze. Ma Simona non sceglie subito la pelletteria, non segue la storia della famiglia e prende la via della ragioneria, ma il distacco non dura molto: «C’è stato un break generazionale perché i miei genitori hanno studiato e abbiamo un po’ lasciato la strada della pelletteria. Poi però ho incontrato mio marito che è di seconda generazione di pellettieri, mi sono riavvicinata alla pelle che ho sempre amato, ma soprattutto amato vedere il primo pezzettino in terra che non era più utilizzabile». La storia della nascita di Bis Bag ha dell’incredibile e ha a che fare molto con le coincidenze. «Ho creato il mio primo cuore – racconta Simona – Ho iniziato a fare le bomboniere per la mia primogenita Sofia, nel 2010. Questo cuoricino bello gonfio è stato dato a tutti gli amici di mia figlia, poi è successo tutto. Il cuore di pelle era diventato il portachiavi delle mamme. Da qui il segnale che questa era l’idea giusta». Tutte le creazioni di Bis Bag sono frutto di un’attenta ed oculata scelta di materie prime, di qualità e provenienza certificata. Solo dopo anni di esperienza e conoscenza delle pelli si può pensare di recuperare pezzati lavorati, nel rispetto dell’ambiente e delle persone.
Il principio di Bis Bag è il fondamento dell’economia circolare: cioè che nulla si distrugge e tutto può rientrare in circolo avere una seconda opportunità, una seconda vita. Questo ha creato non poche difficoltà a Simona, tanto che come lei stessa racconta veniva chiamata la “Venere degli Stracci” con tono dispregiativo «c’è stata tantissima opposizione, venivo chiamata la signora degli scarti. Quello che ho fatto in questi anni non era creare una serie, ma pezzi unici. Adesso è una grande vittoria, ma è stata dura». Bis Bag non dà opportunità solo ai piccoli scarti, ma offre opportunità ai giovani talenti che vogliono imparare un mestiere. Appena entri in laboratorio la prima cosa che ti colpisce è vedere i professionisti gomito a gomito con i giovani, ma non insegnando solo la tecnica ma tramando la passione. «Per me – conclude Simona – fondamentale è mantenere le radici, proiettarle nel futuro, essendo consapevoli del valore immenso che l’artigianalità conferisce ad ogni creazione rendendola originale, parte della nostra storia». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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