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Macron assegna la Legion d'Onore a Nardella: così il sindaco entra nell'élite delle diplomazie europee

Mario Neri
L’ambasciatore Christian Masset stringe la mano di Nardella dopo la consegna della Legion d'Onore
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L’ambasciatore Christian Masset stringe la mano di Nardella dopo la consegna della Legion d'Onore

Il primo cittadino di Firenze è in pratica già in campagna elettorale. Per cosa? Un seggio alle Politiche, un ministero o un sottosegretariato o un seggio in Europa. Chissà

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Firenze Da ora chiamatelo pure cavaliere. Anzi, per la precisione: chevalier Nardellà. Sì, perché Dario Nardella mercoledì 15 giugno ha ricevuto la Legion d’onore, la più alta onorificenza che la Repubblica francese assegni a uomini e donne che in patria o all’estero abbiano dato lustro alla Francia e all’Europa. Insomma, entra a far parte dell’ordine cavalleresco istituito nel 1802 da Napoleone Bonaparte, un riconoscimento poi traslato nella democrazia moderna, ma soprattutto – dal momento in cui l’ambasciatore Christian Masset gli appunterà al petto la croce bianca in campo verde – di fatto farà ingresso in una cerchia di personalità a cui è attribuito un ruolo internazionale di spicco.

Basti dire che prima di lui, fra gli italiani ad aver ottenmuto l’onore, appunto, ci sono Giorgio Napolitano, Massimo D’Alema, Emma Bonino, Elisabetta Belloni, Dario Franceschini e, come sindaco, Giuliano Pisapia. Basti pensare che in questa hall of fame francese si va da Gustave Flaubert alla regina d’Inghilterra, da Dwight Eisenhower a Clint Eastwood. Il sindaco insomma guadagnerà i galloni da interlocutore privilegiato delle diplomazie europee. Non è un caso che a Palazzo Farnese a Roma, ci fossero Enrico Letta e Luigi Di Maio.

E sebbene neanche questo fosse scontato, vista l’eredità renziana di cui Nardella è sempre sembrato portatore agli occhi del leader dem prima del nuovo corso, da mesi fra i due corre un’intesa su molti fronti politici. E non è escluso che Emmanuel Macron abbia accordato l’onorificenza al sindaco anche ascoltando i suggerimenti del leader più “francese” che il Pd abbia mai avuto. Certo, il sindaco ha ben impressionato per come ha valorizzato a Firenze l’Istituto francese, ma a fare la differenza è stata la capacità di far crescere Eurocities, la rete delle città e dei sindaci metropolitani europei. Non è un mistero: Santa Croce e le piazze d’Europa collegate all’unisono con Volodymyr Zelensky hanno fatto colpo perfino sul presidente d’Oltralpe, raccontano dal Nazareno. Dove sono convinti: «Non si è ancora parlato del futuro di Nardella. Certo se Enrico avrà un ruolo di primo piano nel futuro politico del Paese, Dario sarà al suo fianco». In pratica, la Legion d’onore è un’investitura. Si spiega così l’attivismo nardelliano delle ultime settimane: la campagna fatta al fianco dei candidati sindaci da Gualtieri in poi, quasi sia diventato per Letta una sorta di “brand” dei bravi amministratori, e le iniziative di auto finanziamento. Nardella è in pratica già in campagna elettorale. Per cosa? Un seggio alle Politiche, un ministero o un sottosegretariato o un seggio in Europa, poco importa. Si vedrà. Aspettando Dariot.

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di Redazione web