La protesta
Il Maggio Musicale Fiorentino riparte con due festival “satelliti”
Al via a settembre: cartellone con 10 opere liriche e 25 concerti sinfonici
FIRENZE. È ormai in dirittura d’arrivo l’edizione del festival numero 84 (all’appello mancano solo un titolo operistico, “Acis et Galatée” di Lulli più una mezza dozzina di serate sinfoniche), il Maggio Musicale Fiorentino ingrana una nuova marcia: nuovi profili, nuovi percorsi, nuove strategie.
Il sindaco Dario Nardella, che presiede la Fondazione, non nasconde l’entusiasmo: «Siamo il teatro più bello del mondo. Un cartellone così gli altri se lo sognano. Non temiamo la concorrenza». Che tradotto significa: fiducia completa e indiscusso sostegno all’operato del Sovrintendente Alexander Pereira, in questi giorni oggetto di critiche e malumori. «Sono grato e felice – afferma Nardella – che Pereira continui a tenere alto il nome del Maggio con la sua programmazione densa e qualificata. La guida artistica di Pereira e del maestro Daniele Gatti è quanto di meglio oggi si possa mettere in campo in Italia e in Europa». Sul formato di Salisburgo, il Maggio si fa in tre. Nel senso che antepone al tradizionale appuntamento di primavera due proposte organiche, ciascuna scandita da un preciso tema di riferimento. In altre parole due rassegne specifiche e circoscritte non a caso denominate “Festival d’Autunno del Maggio” che scatta il 29 settembre e “Festival di Carnevale del Maggio” che alza il sipario il 24 gennaio 2023, dedicati a Giuseppe Verdi e al mito di Faust, costole di quello storico che nel 2023 toccherà la sua 85esima edizione. Oltre a queste, 10 opere liriche e 25 concerti sinfonici.
Il paesaggio verdiano contempla tre titoli, “Il trovatore”, “Ernani” e “Don Carlo” nella versione italiana in quattro atti, legati dalla comune matrice iberica, rispettivamente firmati da Zubin Mehta e Cesare Lievi, James Conlon e Leo Muscato, Daniele Gatti e Roberto Andò. Sul fronte faustiano troviamo, invece, “La finta semplice” di Mozart, dirige Theodor Guschlbauer, regia Claudia Blersch, “Doktor Faust” di Ferruccio Busoni, sul podio Ingo Metzmacher per la regia di Davide Livermore e “The Rake’s Progress” di Igor Stravinsky con Daniele Gatti e Frederic Wake-Walker.
Il “catalogo” operistico, non di stretta osservanza festivaliera, si completa con due regie di Damiano Michieletto: il vecchio “Barbiere di Siviglia” affidato ora a Daniele Gatti, e la nuova “Alcina” di Haendel che viene da Salisburgo, protagonista Cecilia Bartoli, sul podio dell’Orchestra Les Musiciens du Prince Monaco Gianluca Capuano; con il ritorno della “Traviata” di David Livemore con la bacchetta di Zubin Mehta che si prende cura anche del nuovo allestimento di “Carmen” di Bizet con la regia di Piero Faggioni.
Sul versante sinfonico la lista dei direttori va da Herbert Blomstedt alla guida della Gustav Mahler Jugendorchester a Charles Dutoit sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Montecarlo, da Andrés Orozco Estrada a Christoph Eschenbach, da Marc Elder a Diego Fasolis, da Marc Albrecht a Dame Jane Glover (raffinatissima interprete del repertorio mozartiano) mentre fra i solisti spicca un rinomato poker di pianisti, Andrea Lucchesini, Maurizio Pollini, Rudolf Buchbinder e Martha Argerich. Quanto alle voci, fra Placido Domingo, Maria Jose Siri, Mikhail Petrenko, Nadine Sierra, Vasilisa Berzhanskaya, Sara Blanch e Clementine Margaine la parte del leone la fa Francesco Meli, con quattro titoli all’attivo.
Infine mentre si aspetta per la fine dell'anno la conclusione dei lavori che riguardano il palcoscenico della sala grande il Maggio continua a viaggiare, in Italia e all’estero: Grosseto, Torre del Lago, Massa, Parma e Arezzo rappresentano le prime tappe confermate.
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