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Fra stucchi e profumi il rinascimento di Pitti

Fra stucchi e profumi il rinascimento di Pitti

Il via al festival di moda con la cena di gala a Palazzo Strozzi Nardella: «Il sistema è riuscito a ripartire dopo la pandemia»

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FIRENZE. Un percorso del gusto e della bellezza, un labirinto verde con siepi di alloro che conduce nel mondo fantastico della creatività. È un benvenuto che arriva direttamente dal Rinascimento quello che va in scena alla cena di gala di preapertura di Pitti. Il piccolo labirinto sprigiona l'odore inebriante delle piante sempreverdi. Il passo incerto per le pietre sconnesse dal tempo aiuta gli ospiti a ritardare l'arrivo nell'atrio di Palazzo Strozzi dando una sensazione di mistero e sorpresa. Un'invitata-Regina, Patrizia Pinucci Galli, un salotto della moda a Bologna, vestita di bianco e nero con il mantello che ondeggia a ogni passo dice, subito, che non è una normale serata di gala. È Pitti Uomo, bellezza.

Ventisette tavoli, 260 ospiti, tutta la Firenze delle istituzioni per accogliere stilisti e rappresentanti della moda internazionale. Non manca nessuno dell'imprenditoria fiorentina a partire dal presidente della Confindustria Toscana Maurizio Bigazzi, dalla Nord con Francesco Marini e Roberta Pecci, in bianco, con il direttore Marcello Gozzi. Assessori regionali e comunali. Per Firenze il presidente di Cr Luigi Salvadori, Filippo e Niccolò Ricci della Stefano Ricci.«Siamo carichissimi, siamo convinti di incontrare tanti amici, tanti americani», dice.

«La moda interagisce con l'arte e con il sociale», apre la cena evento la presidente del Centro per la moda Antonella Mansi che parla di formazione e ringrazia Polimoda, rappresentata dal direttore Massimiliano Giornetti, per la sfilata del giorno. «Tornerete arricchiti dall'isola di Pitti e usciremo insieme dal labirinto», aggiunge Mansi.

«Grazie per questa ripartenza. Grazie per essere qui. Grazie per un sistema che ha tutti i tasselli al proprio posto e ha la capacità di trasformare i sogni in realtà», dice il sindaco Dario Nardella che racconta di una città «che accetta le sfide come una grande squadra, unita».

È la serata che apre un’edizione di rinascita. Un’edizione che riprende a crederci sul serio e che si presenta con gli ospiti della più blasonata fiera della moda uomo con lo slogan che da anni ormai ne è quello che la contraddistingue contemporaneità. E aggiungiamolo: tradizione. Con i tavoli imbanditi di ortensie e rose arancioni.

Tradizione fiorentina come quella di Roy Roger’s, il jeans che compie quest'anno 70 anni e che nei prossimi giorni si farà rappresentare da Bruce Weber. E a cui è stato conferito il premio Pitti Immagine 2022. C’è tutta la famiglia, Guido, Niccolò e Patrizia e Biondi vestita in shantung tabacco Valentino. Un valzer di saluti, pizzi, paillettes. Non ci sono mascherine. Solo sorrisi. È Pitti Uomo, bellezza.l

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di Redazione web