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Stop a paccottiglia e souvenir; c’è l’obbligo del “banco fiorentino"

Luca Gasperoni
Stop a paccottiglia e souvenir; c’è l’obbligo del “banco fiorentino"

Via al piano per i mercati: niente gara per il rinnovo delle concessioni

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FIRENZE. Dagli spazi al modello di ‘banco fiorentino’ fino ai prodotti in vendita, Palazzo Vecchio prepara la rivoluzione dei mercati che dal 2023 cambierà il volto del commercio tra le strade della città. Coinvolgendo i mercati del centro storico, i 32 mercati rionali, quelli al chiuso ed anche i chioschi.

La riqualificazione preparata dal Comune poggia su tre assi: dopo l’approvazione del regolamento dei mercati nel 2020, questa volta è il turno della mappatura delle aree e il rinnovo delle concessioni per un settore che conta a Firenze 5.000 addetti.

Con l’obiettivo di mandare in porto l’aggiornamento del mercato cittadino entro la fine del mandato. «Il commercio su area pubblica – spiega l’assessore comunale al commercio, Federico Gianassi, che ha presentato la delibera sul tema in giunta – rappresenta un pezzo importante dell’economia e del lavoro in città e lavorando sul suolo pubblico deve sapersi inserire in modo armonioso e coerente con il contesto urbano, spesso preziosissimo, su cui insiste. Inoltre le attività rappresentano un presidio sociale delle nostre strade per i cittadini». Il primo passo del piano è l’approvazione della delibera, in questi giorni al vaglio del Consiglio comunale, con cui vengono definite le schede (collocazione, dimensione e numero dei banchi ammessi) dei mercati coperti: San Lorenzo, Sant’Ambrogio, Cure, dove arrivano nuovi box, e mercato delle Pulci. A seguire verrà adottato il piano delle aree per i 32 mercati rionali su cui Palazzo Vecchio si è confrontato con le associazioni e i presidenti di quartiere per definire le caratteristiche più significative. Il nodo centrale sarà la definizione degli spazi così da evitare ‘lo sfilacciamento’ dei mercati.

La terza parte sarà legata alla definizione dei chioschi alimentari, delle edicole e dei fiorai. L’ultimo step riguarderà i mercati del centro storico che dovranno dotarsi del nuovo modello di ‘banco fiorentino’ e rispettare le recenti regole merceologiche: stop a paccottiglia e souvenir, spazio solo a prodotti della filiera nazionale e regionale. «Condividiamo totalmente questo percorso – commentano i presidenti dei cinque quartieri di Firenze, Sguanci, Pierguidi, Perini, Dormentoni e Balli – che porterà alla riqualificazione di questi importanti presidi che hanno una natura economica, ma anche sociale. In particolare i mercati rionali ed i chioschi costituiscono degli elementi insostituibili di vitalità dei nostri rioni, grazie al servizio commerciale che svolgono ma anche all'essere spesso punti di aggregazione, di presidio e segnalazione di problemi». Il terzo fronte di lavoro sui mercati riguarda il tema delle concessioni, durata 12 anni, in scadenza il prossimo 29 giugno, dopo le proroghe dettate della pandemia. Il rinnovo, spiega Palazzo Vecchio, avverrà tramite la verifica dei titoli visto che né il governo né la Regione hanno disposto modifiche alla normativa inserendo il meccanismo della gara.

Una decisione presa d’intesa con la giunta e Anci Toscana, con l’amministrazione comunale pronta ad aggiornare le regole di fronte a novità normative. Sul punto rimangono critici i consiglieri comunali di FdI, Alessandro Draghi e Jacopo Cellai: «Peccato non poter leggere alcun accenno alla volontà di applicare il canone unico che sostituisce tosap, cosap e cimp. Mentre è molto chiaro che i rinnovi delle licenze non saranno fatti entro fine mese, come previsto dalla normativa nazionale».

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