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Rebus sul futuro di Villa Monna Tessa a Careggi I sindacati: «Convertiamola in commissariato»
Intanto dopo lo sgombero l'azienda segue da vicino le operazioni di bonifica: nell'edificio ovunque spazzatura, escrementi e vestiti abbandonati da tempo
FIRENZE. Era ridotta a una discarica. Spazzatura, escrementi, buste di plastica piene di rifiuti. Villa Monna Tessa, di proprietà dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi e dell’Università di Firenze, un tempo centro d’eccellenza per l’urologia, negli ultimi anni è stata occupata abusivamente. Da quando, in sostanza, gli ambulatori sono stati trasferiti altrove. Nei giorni scorsi lo sgombero da parte di polizia e carabinieri e, ora, già si guarda al futuro (anche se al momento incerto) di quella struttura – a un passo dalla Piastra dei servizi – che potrebbe diventare strategica. Soprattutto sul fronte della sicurezza per trasformare Villa Monna Tessa in un commissariato di polizia. Come spiega Mauro Giuliattini, responsabile della Funzione pubblica Cisl. «Ormai lo sosteniamo dal 2019 – spiega il sindacalista – che la questione sicurezza a Careggi non può più essere sottovalutata. Sono anni che denunciamo le aggressioni ai danni del personale che lavora in ospedale. Con lo sgombero della struttura, si apre la strada a una nuova possibilità: creare un presidio fisso di polizia per garantire l’incolumità di utenti e lavoratori dell’ospedale.
L’edificio è di proprietà pubblica: sarebbe fondamentale perché la Regione, l’azienda e l’Università aprissero la strada a questa soluzione in collaborazione con il ministero degli Interni. Careggi, ormai, è diventata una piccola città dentro la città: servono più controlli e Villa Monna Tessa, proprio per la sua posizione strategica, potrebbe essere la struttura giusta». I venti occupanti della Villa – otto sono riusciti a sfuggire all’identificazione delle forze dell’ordine – rappresentavano un elemento di disturbo. Non solo per i residenti, ma anche per chiunque attraversasse lo spazio che collega la Piastra dei servizi al Cubo. Anche per le dottoresse e infermiere che passavano da quella porzione di terreno davanti alla villa. «Stiamo cercando di capire lo sviluppo che Villa Monna Tessa potrà avere in futuro – spiega il dottor Rocco Damone, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi – . Non potrà più essere utilizzata da un punto di vista assistenziale perché l’edificio non ha i parametri richiesti. In ogni caso stiamo portando avanti la bonifica. Al momento gli accessi, come porte e finestre, sono stati sigillati per evitare che altri occupanti possano prendere di nuovo possesso della villa. Ringrazio le forze dell’ordine per il loro intervento».
Ma oltre a quella di realizzare un commissariato a Careggi c’è anche un’altra richiesta che, questa volta, arriva da Michele Tortorelli, segretario della Funzione pubblica Cgil di Careggi: trasformare Villa Monna Tessa in un hotel. «Abbiamo già presentato la nostra richiesta all’azienda e contiamo sul fatto che venga accolta – precisa il sindacalista – . Da quanto si apprende, l’edificio non potrà più ospitare ambulatori perché non è a norma e adeguarla secondo le attuali normative costerebbe troppo. La nostra proposta è fare della villa una struttura ricettiva per ospitare i familiari dei pazienti ricovera ti in ospedale, a prezzi più economici rispetto a quelli di mercato. Questa operazione, però, potrebbe avere anche un doppio beneficio: creare nuovi posti di lavoro attraverso il recupero di una struttura come Villa Monna Tessa».
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