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Firenze

Nuovo stadio della Fiorentina, Campo di Marte esulta: «Lo aspettiamo da 50 anni»

Martina Trivigno
Nuovo stadio della Fiorentina, Campo di Marte esulta: «Lo aspettiamo da 50 anni»

Alcuni commercianti: «Però il rischio è che tolga clienti a noi»

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FIRENZE. Prima era solo un plastico dai contorni (temporali e progettuali) indefiniti. Adesso la riqualificazione dell’Artemio Franchi è realtà: Firenze avrà il suo stadio nuovo di zecca entro il 2026. «Era l’ora: lo aspettavamo da cinquant’anni», dicono i più. Con alcuni che ammettono: «Avevamo quasi perso le speranze di vederlo realizzato».

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E mentre il nuovo Franchi prende forma – con una capienza di 40mila posti, un giardino pensile e 7mila metri quadrati di spazi commerciali tutt’intorno e pure 15mila metri quadrati di parcheggi per 500 posti auto – Campo di Marte si divide. Tra chi è entusiasta del progetto e chi, invece, conserva alcuni timori: difficoltà e disagi per i parcheggi – troppo pochi e sempre molto affollati – e anche preoccupazione dal punto di vista commerciale. Perché quel concentrato di negozi che sarà realizzato proprio nei dintorni dello stadio – spiegano alcuni commercianti – potrebbero distogliere l’attenzione da quelle attività, molte delle quali storiche, che ci sono sempre state. «Credo che la situazione peggiorerà. Il sindaco Dario Nardella sostiene che il nuovo stadio porterà 25milioni di euro di ricavi, ma speriamo che siano distribuiti in modo equo. Per tutti, in sostanza – commenta Andrea Mazzanti della rosticceria “Centostelle” – . Non dobbiamo dimenticare, infatti, che qui, a Campo di Marte, ci sono negozianti che si impegnano ogni giorno per offrire un servizio ai clienti, da sempre. E con questo progetto, ancora una volta, saranno sacrificate le piccole botteghe, quelle a conduzione familiare. Perché aggregare i negozi in unico punto avvantaggia alcuni, è vero, ma a discapito di molti. Invitiamo il Comune a riflettere su questo aspetto».

Ma va detto: l’idea del nuovo Franchi entusiasma e fa sognare. Per Luciano Marilli, 88 anni, la fede viola è scolpita nel suo dna. La Fiorentina, squadra del cuore da tutta la vita, l’ha sempre seguita. Nonostante gli impegni lavorativi, dietro al bancone dell’alimentari di via Cento Stelle, ogni partita – ancora oggi – lo fa stare con il fiato sospeso. «Sono nato all’ombra della torre di Maratona – racconta Marilli – . Possiamo dire di essere nati insieme, lo stadio ed io. Era l’ora che vedessimo un progetto. E, indipendentemente dai gusti personali, credo che il nuovo stadio sarà un motivo di soddisfazione. E poi: come si può non approvare un progetto che consente di stare in curva senza bagnarsi anche quando piove? Sono aspetti importanti, soprattutto alla mia età. Non sono più un ragazzo, ma la Fiorentina la seguo con la stessa passione del primo giorno». Lucia Varriale e il figlio Jury Roschi spiegano che, anche per loro, il Franchi del futuro lo accolgono con fiducia e soddisfazione. «Crediamo che sia un’ottima idea per raggiungere i traguardi importanti che la Fiorentina merita di superare – precisano – . Il Franchi, ormai, aveva davvero bisogno di una messa a nuovo. Lo stadio è sinonimo di immagine anche per la squadra. Ora aspettiamo il momento in cui potremo vedere l’opera conclusa».

Ma a Campo di Marte c’è qualcuno che non gioisce per il nuovo progetto: non tanto per lo stadio in sé quanto per il flusso di persone che raggiungono il quartiere quando la Fiorentina scende in campo. «Una delle maggiori difficoltà per chi vive qui sono i parcheggi – spiega Enrico Pali residente che, in viale dei Mille, ha un negozio di cornici – . Il progetto del nuovo stadio non mi piace esteticamente, ma la mia speranza è che almeno sia efficiente». Un aiuto, in questo senso, arriverà con la realizzazione della tramvia: in viale dei Mille ci saranno due binari che passeranno al centro della carreggiata e rimarrà una corsia destinata al traffico veicolare per tutti e due i sensi di marcia e la fine degli interventi è prevista per il 2025. «Credo che si perderanno alcuni posti auto – sottolinea – ma questa potrebbe essere la soluzione per trasferire il traffico su rotaia. Sarebbe un primo, importante passo per fare in modo che il quartiere acquisti un po’ di tranquillità e calmare la preoccupazione dei residenti». E c’è chi, anche tra i commercianti, spiega di essere contento del progetto del nuovo Franchi che avrà un costo di 150milioni di euro. «È sempre ben accetto tutto quello che viene fatto per valorizzare il quartiere, soprattutto se si tratta dello stadio – conclude Paolo Stagi, titolare del bar Marisa in viale Fanti – . Aspettavamo questo momento da molti anni. Prima c’era solo un plastico e non sapevamo cosa ne sarebbe stato. Ora, invece, il progetto ha preso forma. E non si tratta solo del Franchi, ma di tutta la struttura, nel suo insieme. Le partite, già adesso, portano movimento su tutti i fronti, anche economico. E le premesse per ottimi risultati ci sono tutte. Noi siamo fiduciosi. Questa è davvero la volta buona». 

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