Attenzione
Omicidio Ciatti, incontro tra giudici. C’è da capire di chi è la competenza
Oggi Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione della giustizia penale, tenterà di dirimere l’intrico giudiziario nato attorno alla terribile vicenda di Niccolò Ciatti
FIRENZE. Oggi Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione della giustizia penale, tenterà di dirimere l’intrico giudiziario nato attorno alla terribile vicenda di Niccolò Ciatti. Per l’omicidio del ventiduenne di Scandicci, pestato a morte sulla pista da ballo della discoteca St Trop di Lloret de Mar nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2017, ci sono due processi. Uno in Spagna, terminato venerdì scorso con la dichiarazione di colpevolezza del ventinovenne ceceno Rassoul Bissoultanov, e uno in Italia, ancora in corso davanti alla corte di appello di Roma. Stesso imputato, ma due procedimenti diversi. Per trovare una soluzione a quello che pare essere un caso unico nel suo genere, l’agenzia Eurojust, con sede all’Aia nei Paesi Bassi, ha convocato per consultazioni i pm italiani e quelli iberici. L’incontro, a cui non sono ammessi gli avvocati delle parti, è previsto per questa mattina. I magistrati si confronteranno a distanza, via video, facendo valere ciascuno le proprie ragioni. Compito di Eurojust sarò quello di trovare una sintesi.
Un esito che però non è scontato. In passato la Spagna aveva già chiesto un parere all’agenzia, ma le consultazioni si erano chiuse con un nulla di fatto. All’epoca tuttavia la giustizia iberica, che non prevede la possibilità di svolgere il processo in assenza dell’imputato, si era bloccata dopo che Bissoultanov, l’uomo accusato di aver sferrato il calcio fatale a Niccolò, era stato arrestato e mandato in Italia su richiesta della procura di Roma. Adesso molte cose sono cambiate. Il ceceno è stato scarcerato ed è volato in Spagna, paese dove, a differenza che in Italia, non rischia l’ergastolo. Il processo di primo grado si è concluso venerdì a Girona: il verdetto è stato omicidio volontario. La pena, che può variare da 15 a 25 anni di carcere, sarà determinata dal giudice nelle prossime settimane. Intanto domani a Roma si svolgerà un’altra udienza del processo italiano, che è ancora nelle prime fasi. Cosa decideranno di fare i magistrati romani e spagnoli? Il contenuto dell’incontro davanti a Eurojust non sarà reso noto neppure agli avvocati, né a quelli della famiglia né a quelli dell’imputato. Tuttavia sapremo presto se l’Italia dovesse decidere di rinunciare alla giurisdizione sul caso. Il processo italiano infatti, calendarizzato per domani, subirebbe un brusco stop. «Dell’incontro a Eurojust non si saprà nulla perché è coperto da segreto - spiega l’avvocato della famiglia Ciatti, Agnese Usai -, ma mercoledì (domani per chi legge, ndr) si capirà qualcosa». «Noi - prosegue Usai - chiediamo all’Italia di andare avanti perché la sentenza spagnola non è definitiva e ancora non si sa neppure quale sarà la pena, per questo vogliamo far valere la nostra giurisdizione». l
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