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Arrivò a piedi dal Pakistan. Ora la BCargo lo ha assunto

Rebecca Romoli
Arrivò a piedi dal Pakistan. Ora la BCargo lo ha assunto

Il rifugiato ora vive in un centro Sprar e nell’azienda di bici ha trovato una famiglia. Il titolare: «Dopo un corso da saldatore, subito il contratto a tempo indeterminato»

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SCANDICCI. Innovazione, sostenibilità e, soprattutto, integrazione: sono questi gli obiettivi della BCargo di Giacomo Pratellesi, una start-up di Scandicci specializzata nella produzione di cargo bikes a pedalata assistita. Oggi nell’azienda lavorano in totale cinque persone, due soci e tre dipendenti. Uno di questi è Subhan Ahsan, rifugiato pakistano che ora vive nel centro Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Casellina. Subhan è arrivato a piedi dal Pakistan dove, di lavoro, faceva il saldatore cargo del trasporto di cammelli. Adesso Subhan Ahsan, dopo un contratto di un mese e un corso da saldatore, lavora a tempo pieno da BCargo. La storia di Subhan Ahsan è il perfetto esempio di integrazione nella comunità di Scandicci. «Il contatto con i servizi sociali del Comune è nato quasi per caso – racconta il titolare dell’azienda – . Avevo un’amica che lavora in una cooperativa e mi aveva detto che la mia azienda poteva assumere anche dei rifugiati. Così mi sono messo in contatto con lo Sprar di Scandicci e il resto è storia. Adesso Subhan Ahsan lavora da noi come saldatore a tempo indeterminato».

Quella delle cargo bike – le biciclette da trasporto – è una realtà nuova in Italia. «La storia della nascita di B-Cargo è semplice – spiega l’ideatore -. Lavoravo come grafico in un’azienda e andavo sempre in bicicletta al lavoro: mi sono accorto in quel momento che le potenzialità della bicicletta non venivano sfruttate perché non avevano uno spazio per trasportare il computer o la borsa. Quindi ho applicato il concetto del bagaglio della macchina alla bicicletta ed ecco che è nata BCargo».

L’idea è stata quella di mettere al centro del progetto il bagaglio e così sono partite le ricerche sul web fino a quando la soluzione giusta non è saltata fuori. Le cargo bike, infatti, sono biciclette con un spazio anteriore di circa 250 litri di volume, il cosiddetto cassone, che può essere utilizzato sia per trasporto bambini con una seduta e tutte le protezioni del caso che per le merci fino a 80 chili. Tutte le biciclette sono realizzate nel laboratorio di Scandicci, dove avviene l’intero ciclo: dalla progettazione, iniziando dal disegno, alla costruzione per arrivare fino all’assemblaggio e alla saldatura del telaio. Il laboratorio è sempre aperto ai visitatori, basta solo prenotare. In sostanza dal produttore al consumatore a chilometro zero perché la filiera di BCargo è molto corta: il 94% dei fornitori si trova a meno di 300 chilometri dall’officina.

L’idea alla base di BCargo è quella di rendere le città più vivibile e sostenibile, sfruttando la bicicletta, che in questo modo si producono anche opportunità lavorative per giovani che vogliono mettersi in gioco. «Le cargo bike – prosegue Pratellesi – in Europa ci sono da molto: qui le persone le usano al posto delle automobili che occupano spazio e portano con sé anche delle criticità. Prima spostarsi con l’automobile era un vantaggio: era facile parcheggiare e la benzina non costava cosi tanto. Oggi, invece, l’auto è diventata un peso tra parcheggio, bollo assicurazione e via dicendo. La bicicletta è libertà di muoversi, di parcheggiare, di non essere schiavo del caso benzina». Ma non è solo l’integrazione la forza di BCargo, ma anche la visione del futuro. Per questo il team di BCargo sta cercando di creare proprio su Scandicci, polo mondiale della moda, un sistema di trasporto e logistica carbon free per tutta la filiera produttiva. «L’idea è quella – conclude – se qualche cliente importante del polo del lusso accetta di usufruire dei nostri servizi: insieme potremmo fare una sorta di cooperativa di rider. Noi potremmo mettere le bici a noleggio e a quel punto nascerebbe una cooperativa di rider equo-solidale e la fiera del lusso farebbe un primo passo verso un futuro carbon free». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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