Il Tirreno

Firenze

Nel centrodestra è toto-sindaco: a un anno dal voto c’è nebbia sui nomi

Valentina Tisi
Paolo Gandola è capogruppo di Forza Italia ed è stato il secondo consigliere più votato nelle ultime elezioni amministrative.
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Paolo Gandola è capogruppo di Forza Italia ed è stato il secondo consigliere più votato nelle ultime elezioni amministrative.

Il dubbio è su come sarà scelto il candidato

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CAMPI BISENZIO. Ancora nessun candidato all’orizzonte. La scadenza elettorale si avvicina, lo si percepisce anche dal ritrovato dinamismo di molti partiti in città. Quella che però per il momento stenta a decollare è l’individuazione del nome. Se infatti il centrosinistra campigiano è ancora alla ricerca di un candidato che possa sostituire Emiliano Fossi, anche nell’area di centrodestra si respira aria di incertezza. Probabile che si cerchi di tenere le carte coperte almeno finché gli avversari non avranno fatto la prima mossa, ma non è da sottovalutare la frammentazioneche il centrodestra dimostra a livello nazionale e che potrebbe riverberarsi sul piano locale.

C’è da dire che Campi non è Sesto e che qui la destra è sempre stata più forte che in altri comuni della Piana, come ha dimostrato anche il ballottaggio di quattro anni fa. Il che rende ovviamente l’occasione ghiotta per il centrodestra che alle prossime elezioni non vuole accontentarsi di partecipare, ma gioca per vincere.

Occorre prima di tutto capire come verrà selezionato il candidato: accordo tra i partiti della coalizione o scelta ai simpatizzanti? Forza Italia non ha fatto mistero negli ultimi anni di ritenere le primarie un valido supporto per scegliere il prescelto della coalizione. Uno strumento che effettivamente potrebbe favorire il candidato azzurro nella corsa se quel candidato fosse Paolo Gandola, attuale capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale.

Le ultime amministrative hanno infatti dimostrato che la Lega ha sì un forte consenso in città, come voto al simbolo, ma che quando si tratta di scrivere un nome sulla scheda Forza Italia ha ancora delle carte da giocare. Lo stesso Gandola nell’ultima tornata elettorale è stato il secondo consigliere più votato e non si può negare che tra attivismo in Consiglio, con un numero decisamente alto di atti presentati, articoli di giornale e manifesti in giro per la città (anche se talvolta con qualche incidente di percorso), la sua faccia sia ormai conosciuta da tutti i campigiani.

Per Gandola questo sarebbe il secondo tentativo di conquistare il posto di primo cittadino, al primo nel 2013 si dovette fermare all’11,74%: chissà se a distanza di dieci anni potrebbe essere più fortunato e se i cittadini di Campi avranno imparato a passare sopra al suo accento comasco.

Discorso diverso sul fronte Lega, il partito ha dimostrato nelle varie tornate elettorali che si sono succedute dal 2018 ad oggi di avere un certo appeal tra i campigiani, e c’è chi pensa che se già nelle ultime amministrative, alla luce delle politiche avvenute poco prima, il partito di Salvini avesse proposto un proprio candidato ci sarebbe stato un risultato diverso. Quindi non è da escludere che questa volta la Lega decida di fare la voce grossa e di imporsi.

Appare più complessa, da questo punto di vista, la scelta del nome dei tre consiglieri presenti in Consiglio: solo Andrea Cantini ha una lunga esperienza alle spalle, ma non sembra che possa essere annoverato tra i papabili. Più probabile il nome della capogruppo Vanessa Fiaschi, recentemente eletta segretario per i Comuni di Campi, Signa e Lastra a Signa.

Dedizione al partito e contatto con la gente sonoda sempre le sue carte vincenti, anche se sconta un’esperienza amministrativa molto limitata avendo all’attivo meno di due anni in Consiglio comunale. Non sono però da sottovalutare quegli 802 voti ottenuti su Campi quando è stata candidata alle ultime Regionali, un bel passo avanti rispetto alle 51 preferenze delle amministrative. E sicuramente rendono una figura in crescita nel panorama campigiano.

C’è poi l’attivismo di Fratelli d’Italia, forte dei sondaggi a livello nazionale, ma al momento senza figure di riferimento che si facciano notare su Campi. Un dato, questo, che non sembra scoraggiare i militanti del partito di Giorgia Meloni, che nelle ultime settimane sono stati particolarmente attivi e hanno cominciato a presenziare con insistenza il mercato del sabato col loro gazebo.

Questo per quanto riguarda la coalizione che nelle passate comunali ha sostenuto la candidatura di Maria Serena Quercioli che, per quanto loquace sui social, ha dimostrato di esserlo meno tra i banchi del Consiglio e che, viste anche le numerose assenze nell’ultimo periodo, non sembra intenzionata a tentare il bis.

Bisogna anche capire cosa si potrebbe muovere al centro. Se quella parte di elettorato potrà essere intercettata dal candidato di uno dei due poli o se nascerà qualche altro soggetto in grado di sparigliare le carte in tavola. Sorvegliato speciale da questo punto di vista potrebbe essere una figura che, pur facendo politica fuori Campi è da sempre legata a questo territorio, quella di Antonio Montelatici.

Consigliere comunale di Firenze, eletto con la Lega ma recentemente passato al gruppo Centro, a Campi, oltre alla sua impresa ha contatti e legami forti, sia a destra sia a sinistra.

C’è chi lo ha simpaticamente soprannominato “il sindaco di San Donnino” e questo potrebbe trasformarsi in un elemento da sfruttare.

Difficile al momento, insomma, capire quante saranno le “squadre” in campo. Le soluzioni possibili sonoi diverse, adesso mancano i passi in avanti definitivi, quelli capaci di segnare una linea di demarcazione, da una parte e dall’altra. A un anno dalle elezioni, c’è ancora nebbia su Campi. 

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