Proteste
Fortezza, i profughi invisibili
Da giorni un gruppo di pachistani dorme sul prato in attesa che apra l’ufficio migranti. «Siamo rifugiati, chiediamo accoglienza». Ma nessuno per ora ha dato loro risposte
FIRENZE. Ore 7. 30, Fortezza da Basso di Firenze, a pochi metri dall’ingresso principale si possono scorgere dei teli per terra. Sembrano coperte, ci sono dei cartoni. Spuntano dei piedi, una persona si alza. Dopo di lui, tutti si svegliano.
Il sole è già alto da un po’ e batte forte sul prato verde. Qualcuno si mette una felpa, altri si guardano attorno. Sono dodici uomini, dicono di venire dal Pakistan e di essere rifugiati politici.
Non parlano italiano. «Siamo qui da circa dieci giorni – spiega uno di loro – siamo tutti ragazzi pachistani e siamo scappati dal nostro paese in cerca di fortuna». Dormono qui alla Fortezza da Basso da dieci giorni. «Siamo arrivati da Ferrara dopo essere sbarcati qualche settimana fa in Italia – aggiungono – e dormiamo qui perché è il posto più vicino alla Polizia per avere i documenti».
Dall’altro lato di piazza Bambini e bambine di Beslan c’è l’ufficio immigrazione della Questura di Firenze. Qui all’alba di ogni mattina centinaia di persone si mettono silenziosamente in coda per sbrigare le pratiche relative a permessi di soggiorno, domande di asilo politico e tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’immigrazione.
«Siamo arrivati a Firenze perché c’era un cugino di un nostro amico – prosegue un ragazzo – ma ora siamo qui che aspettiamo documenti». Un’attesa che si prospetta molto lunga.
Ad oggi alcuni di loro hanno preso l’appuntamento per poter effettuare la domanda di asilo politico, ma al momento ci sono dodici persone “fantasma” che dormono alla Fortezza da Basso.
Il Pakistan è la quinta nazione più popolosa al mondo con oltre duecentoventi milioni di abitanti, ed è la settima per numero di emigrati, con più di 6 milioni di persone lontano dal proprio paese d’origine.
Oltre 130 mila sono in Italia, ma il dato è in continua crescita e i numeri sono parziali e soggetti a variazioni praticamente quotidiane, attestando la comunità pachistana al nono posto in Italia per numero di appartamenti.
La grave crisi politica ed economica del paese, oltre ai venti di guerra che soffiano in alcune regioni del Pakistan, ha causato una migrazione continua. Gli sbarchi sono continuati anche nelle ultime settimane e l’arrivo di profughi nel nostro Paese è pressoché giornaliero, tanto che solo negli ultimi due giorni, proprio a Lampedusa, si sono contati oltre mille arrivi con una situazione dell’hotspot che li ospita ai limiti del collasso.
Ma l’Italia, per molti, è solo una meta di passaggio verso altre destinazioni europee. Proprio come vorrebbero fare queste dodici persone che da quasi due settimane sono a Firenze. C’è chi vorrebbe raggiungere parenti in Germania, chi un amico a Londra. Sogni e desideri di ragazzi nati in un periodo e in una parte di mondo che oggi soffre.
Non ci sono responsabilità precise per la condizione in cui vivono queste persone, ma pensare che siano passate inosservate a istituzioni, forze dell’ordine, polizia municipale resta difficile da credere.
Eppure, proprio fino a poche settimane fa correva la macchina dei soccorsi e dell’accoglienza per i profughi ucraini. Eppure, con grande dignità, vivono qui da dieci giorni. Sono ragazzi educati e ben vestiti, forse stanchi di questa situazione, ma pronti ad aspettare. «Noi stiamo qui e aspettiamo i documenti – spiegano – mangiamo da altri pachistani che ci aiutano con quello che hanno».l
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