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Narcisismo social e istinti repressi: nelle baby gang i rampolli violenti della “Firenze bene”
L'analisi del fenomeno: dal centro alla periferie, ecco dove colpiscono i gruppi dei quartieri
Firenze. Spesso sono giovani come tanti: famiglie stabili alle spalle, una vita agiata, un percorso scolastico senza troppi intoppi. Al contrario di quanto si sarebbe portati a credere, gli investigatori fiorentini sanno bene che le baby gang, o comunque i fenomeni di delinquenza minorile in generale, non si alimentano solo di situazioni di disagio eclatante. Ci sono certo anche ragazzi difficili, con disastri familiari alle spalle, ma nella maggior parte dei casi non è così. Capita di frequente, ci rivela una fonte qualificata delle forze dell’ordine, che si tratti di adolescenti seguiti, con genitori attenti e preoccupati.
I due ingredienti dell’attuale disagio giovanile sono la repressione delle emozioni dovuta al lockdown imposto dalla pandemia, e i social network, in grado di accendere meccanismi narcisistici mai visti prima. A Firenze poliziotti e carabinieri che si occupano di fasce deboli conoscono bene il potenziale esplosivo di questo mix. Per quanto sia ancora sotto controllo, assicurano gli addetti ai lavori, è indubbio che il fenomeno della delinquenza tra i minori sia allarmante e sia cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi. Lo ha ricordato anche l’ex procuratore generale di Firenze Marcello Viola, che nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario ha registrato l’aumento delle baby gang, gruppi di minori dediti alla commissione di reati di vario tipo. D’altronde l’aggressione subita dai due ragazzini peruviani lunedì sera nel parco di Villa Vogel a opera di una banda di almeno otto minorenni, pare tutti italiani, è solo l’ultimo episodio di una serie. A partire dal 29 gennaio scorso, in meno di quattro mesi, in città e nell’hinterland fiorentino si sono registrati almeno nove fatti violenti che hanno visto come protagonisti dei minori, tra rapine, tentate rapine, pestaggi e risse. Per queste vicende complessivamente carabinieri e polizia hanno fermato 26 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, dei quali 20 sono stati denunciati e 6 sono finiti agli arresti, chi in carcere e chi in comunità. Solo per la maxi rissa avvenuta il 25 aprile alle Cure, quando un gruppo di ragazzi della zona si è scontrato con un altro gruppo del quartiere di Rifredi, ci sono state 16 denunce.
Si trattò di un vero e proprio regolamento di conti tra bande, una ritorsione pianificata in poche ore dopo che un giovane “rifredino” era stato rapinato del giubbotto da alcuni ragazzi delle Cure. Ma più spesso, ci spiega sempre un investigatore che si occupa di minorenni, le baby gang sono fenomeni estemporanei. Le rapine non sono preparate prima. Si esce insieme la sera, magari si alza il gomito e poi, all’uscita da un locale, senza averlo pianificato, si circonda il primo malcapitato che passa e gli si porta via il cellulare o il portafoglio, a volte anche la cintura dei pantaloni. Alla base di queste esplosioni improvvise di violenza, assicurano gli investigatori, ci sono sicuramente i mesi di vita da reclusi che i ragazzi hanno dovuto trascorrere durante la pandemia. Grumi di emozioni represse, che trovano sfogo quando meno te lo aspetti. Meglio poi se questi sentimenti si possono manifestare in gruppo, vedi baby gang, perché la collettività rende possibile quello che il singolo da solo non avrebbe il coraggio di fare. Se poi grazie alla telecamera di un cellulare il tutto finisce sui social, che garantiscono centinaia di spettatori, allora entrano in gioco anche il narcisismo e la volontà di affermarsi, dopo mesi di clausura forzata da prigionieri del Covid.
La sera del 10 aprile un sedicenne è stato rapinato mentre rientrava a casa, in via del Parione, da quattro ragazzi di cui due minorenni. Il 27 febbraio un quattordicenne e un sedicenne armati di tirapugni hanno pestato a sangue tre ventunenni a Campi Bisenzio. Alcune ore prima un gruppetto di sedicenni, uno dei quali poi arrestato, ha rapinato un coetaneo in piazza Pitti. Ma il problema è di lunga data: era il 19 marzo 2021 quando quattro ragazzi, di età compresa tra i 17 e i 22 anni, rapinarono un diciassettenne. Il ragazzino fu circondato, fatto cadere a terra, immobilizzato e derubato del portafoglio e di una collanina d’oro che aveva al collo. I baby criminali tentarono anche di portargli via il cellulare e la cintura dei pantaloni, ma rinunciarono a fronte della sua resistenza. Gli aggressori furono tutti identificati dai carabinieri.
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