Empoli, un affare da 40 milioni: i nodi della trattativa e chi sono gli imprenditori che vogliono acquistare il club
La famiglia Corsi e agli americani della Bpgc di New York e della MC Square di Greenwich di mettere in stand by la trattativa per il passaggio delle quote di maggioranza dell’Empoli: alcuni asset sono difficili da valutare
EMPOLI. Da una parte c’è chi i soldi deve metterceli, ma ha la normale volontà di spendere il meno possibile. Dall’altra chi deve vendere e per logica vuole trarre il massimo dalla cessione. In mezzo asset difficili da valutare - come lo sono in generale i calciatori e ancora di più quelli delle giovanili -, progetti già delineati ma che comportano ulteriori investimenti, le considerazioni su bacino di utenza e diritti televisivi legati alla serie in cui si milita. Una matassa intricata che ha di fatto "consigliato" alla famiglia Corsi e agli americani della Bpgc di New York e della MC Square di Greenwich di mettere in stand by la trattativa per il passaggio delle quote di maggioranza dell’Empoli.
Le cifre
Un affare con una valutazione di circa 40 milioni di euro per il quale non è arrivata la fumata bianca ma non la parola fine. Nei 90 giorni di "esclusiva" concessi dalla proprietà dell’Empoli agli americani, nessuna delle due parti ha trovato la quadra. Un nulla di fatto che, a quanto filtra, non significa una rottura. Ci sarà da trattare, ma da entrambe le parti non c’è una pregiudiziale negativa. Il perché è semplice. Se è noto che la famiglia Corsi cerca un partner affidabile e/o un possibile sostituto per gestire la sempre più complessa e dispendiosa attività calcistica (e il fatto che possano entrare in campo altri soggetti è un vantaggio). Dall’altra ci sono due interlocutori che sembrano voler puntare sul calcio italiano.
Voglia di calcio italiano
Come scritto ieri Bpgc e MC Square hanno trattato a lungo l’acquisto della Salernitana. Quest’ultima azienda ha anche collaborato con Fasanara Capital per lanciare "Fasanara Sports Italia", un fondo appositamente pensato per il finanziamento di società sportive sul territorio italiano.Ma chi sono i due gruppi interessati all’Empoli? MC Square non pubblica dati ufficiali sul fatturato o sui ricavi operativi, essendo una struttura privata di investimento. Alla sua guida c’è un italiano, il bocconiano Marino Marin, che è stato creatore e gestore di Ubm, la banca d’investimento del Gruppo UniCredit chiusa nel 2008. Ha lavorato con clienti come Telecom Italia e il Gruppo Fiat ma, più che investire capitali, lui e la società di cui è fondatore e amministratore delegato sono specializzati nel fornire consulenza strategica e raccolta di capitali. Capitali che avrebbe intenzione di investire la Bpgc, ossia il fondo americano di Stephen Toy e Nadim Qureshi che gestisce asset per 700 milioni di dollari. Vale a dire tanti soldi, ma non tantissimi per gli standard del calcio. Se però si spulcia tra i principali investimenti effettuati dal 2020 a oggi si notano aziende per la purificazione dell’aria e processi chimici, prodotti medici e calcestruzzi. Cemento come quello che servirà per il nuovo Castellani.
Lo stadio
È evidente come lo stadio - nuovo e di "proprietà" - sia il catalizzatore dell’interesse dei fondi Usa. È successo a Venezia e Cagliari de è emerso o sta emergendo a Bologna e Verona. Sta succedendo ad Empoli dove, per altro, l’iter per il nuovo impianto è in fase avanzata. E lo stadio si aggiungerebbe a strutture già esistenti come Monteboro. Mattoni che hanno un valore tangibile, ma nella valutazione economica di una squadra rientrano anche asset come i calciatori che, come già scritto, sono di difficile valutazione. E proprio sul valore dei giovani azzurri, da sempre una risorsa dell’Empoli, si sarebbe arenata la trattativa. Il futuro prossimo venturo ci dirà se sarà trovata o meno una quadra.
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