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Empoli

Serie B

L’Empoli si fa male da solo e finisce per perdere contro la Reggiana

di Paolo Nencioni

	Le proteste degli azzurri dopo una decisione contestata dell'arbitro
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Le proteste degli azzurri dopo una decisione contestata dell'arbitro

Azzurri in 9 per oltre un tempo dopo le espulsioni di Guarino e Obaretin. Non basta il terzo centro in due partite del giovane Popov

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EMPOLI. Ci sono serate, nel calcio come nella vita, in cui tutto quello che può andare storto va storto. L’Empoli è incappato in una di queste serate al Mapei Stadium di Reggio Emilia, finendo per perdere una partita che sembrava poter vincere. Ma coi “se” non si va troppo lontano, sia nel calcio che nella vita. Finisce 3-1 per i padroni di casa e poteva andare peggio perché gli azzurri hanno giocato per più di un tempo in 9 contro 11, grazie alle espulsioni, nel giro di due minuti, prima di Guarino e poi di Obaretin, cioè due difensori centrali su tre. Un prezzo altissimo pagato all’inesperienza di due giovani che dovranno fare tesoro dei propri errori.

E però, a voler cercare il pelo nell’uovo, qualcosa da recriminare c’è. Andiamo per ordine. Inizio deciso degli azzurri che schierano davanti Popov e passano quasi subito all’incasso con l’ucraino autore della doppietta di una settimana fa all’esordio: al 12’ imbucata di Ignacchiti per il diciottenne che anticipa difensore e portiere con un tocco chirurgico e osserva la palla rotolare in porta. Sembra l’inizio (o la prosecuzione) di una favola, ma non ci sarà il lieto fine per gli ospiti, che mantengono il controllo delle operazioni fino al 38’ quando Guarino si lascia sfuggire Gondo in area, lo abbraccia lo stende. Rigore ineccepibile, ma quanto l’arbitro Sacchi viene richiamato dal Var per quei consigli che ormai si è capito non si possono rifiutare, cioè cambiare il giallo in rosso al difensore, ci si accorge che all’inizio dell’azione c’era stato un mezzo fallo di Papetti su Ilie. Una spinta a due mani sulla schiena. Niente di clamoroso che però diventerà importante alla metà del secondo tempo. Ma ci arriveremo. Intanto Gondo trasforma il rigore e si va sull’1-1. A questo punto il buon senso consiglierebbe prudenza o almeno velocità. Obaretin al 46’ non ha né l’una né l’altra: si lascia sfuggire lo stesso Gondo, incrocia le gambe nella corsa e va a fare la doccia per fallo da ultimo uomo.

La partita sarebbe virtualmente finita qui, perché ora si tratta solo di aspettare la sentenza. Pagliuca al rientro dagli spogliatoi schiera i suoi con un logico 4-3-1 togliendo Ilie per Curto e si prepara a una resistenza tipo assedio medievale. Servirà però una deviazione galeotta di Yepes su tiro dalla distanza di Reinhart al 57’ per costringere Fulignati a raccogliere la palla in fondo al sacco. L’assedio continua, ma un’improvvisa sortita degli assediati potrebbe rimettere tutto in gioco al 72’: punizione di Yepes, testa di Ignacchiti, mano di Quaranta. Un altro rigore ineccepibile, stavolta per gli ospiti. Solo che Sacchi viene richiamato al Var e si accorge di una spinta di Ignacchiti sul difensore. Eccoci al dunque, perché quella spinta sembra molto simile a quella di Papetti su Ilie nel primo tempo, che non era stata punita. Pagliuca e tutta la panchina azzurra lo urlano all’arbitro, ma il rigore viene tolto, insieme alle speranze di un insperato pareggio. Ci pensa Portanova sei minuti dopo a chiudere i giochi con un rigore in movimento propiziato, indovinate da chi. Dallo stesso Gondo, autentico match winner di questa partita.

L’Empoli ora si lecca le ferite. Alla ripresa dopo la sosta, contro lo Spezia dovrà fare a meno di più di mezza difesa e dovrà ripartire dalla grinta di Ceesay e Ignacchiti, oltre a quel diciottenne ucraino a cui si chiede di interpretare il principe azzurro della favola.

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