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Calcio / Serie A

L’Empoli risorge nella ripresa: sbanca Monza e spera ancora

di Paolo Nencioni

	L'esultanza degli azzurri sotto la curva dei propri tifosi (foto Nucci)
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L'esultanza degli azzurri sotto la curva dei propri tifosi (foto Nucci)

Gli azzurri sotto di un gol e con un piede e mezzo nel baratro a fine primo tempo. Poi in pochi minuti ribaltano il match e ora si giocheranno tutto contro il Verona

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EMPOLI. È bastato un quarto d’ora di fuoco all’Empoli per uscire dalle sabbie mobili in cui si era impantanato a Monza e tornare a sperare nella salvezza. Quindici minuti all’inizio del secondo tempo all’U-Power Stadium in cui gli azzurri hanno prima colto una traversa con Colombo e poi hanno segnato tre reti in dieci giri di lancetta. Mai successo in questa stagione, mai successo nelle precedenti 19 volte in cui l’Empoli era andato sotto (15 sconfitte e 4 pareggi). L’Empoli ha deciso di smentire la statistica nella serata giusta, quella in cui i tre punti servivano come il pane.

Ne esce una classifica in cui il solo Cagliari vittorioso sul Venezia saluta la compagnia, mentre i lagunari hanno ora più di un piede in Serie B ed Empoli, Lecce, Parma e Verona se la giocheranno negli ultimi 90 minuti, con Empoli-Verona che diventa un drammatico spareggio.

La partita. L’Empoli parte bene dopo una mini-fase di studio e sfiora il gol prima con Fazzini al 6’ (para Pizzignacco), poi con Cacace che conclude di poco a lato, imbeccato sotto misura da Gyasi. L’occasione più nitida però capita al 22’ sui piedi Marianucci, preferito all’inizio anche ieri a Goglichidze, il cui tiro a colpo sicuro dal centro dell’area incoccia il petto di Carboni.

Il primo tempo degli azzurri però finisce qui, perché al 25’ Gyasi rischia il rigore su Caprari, al 27’ l’ex Akpa Akpro mette di poco a lato e al 30’ è un pisano a castigare i conterranei: Henderson perde a centrocampo una palla che finisce sul destro di Caprari dal quale esce un assist per la velocità di Birindelli che non lascia scampo a Vasquez sul primo palo.

Ora i padroni di casa gestiscono e gli ospiti corrono a vuoto, la luce si è spenta. Riaffiorano i fantasmi di Ancona e di Palermo, due disfatte contro squadre già retrocesse che tirarono giù in un abbraccio mortale anche l’Empoli. Che rischia di capitolare al 37’, quando Vasquez salva prima si Keita e poi su Carboni. Gli azzurri vanno al riposo con l’encefalogramma piatto, ma evidentemente dentro lo spogliatoio c’è una cura Frankenstein, perché alla ripresa è un’altra squadra e un’altra partita. Il subentrato Colombo prima incoccia la traversa e poi la pareggia di sinistro su assist di Fazzini al 49’. Due minuti dopo Viti anticipa tutti su corner di Cacace e la ribalta. Il tris arriva al 59’ con Gyasi lanciato da Esposito che spara sul primo palo trovando una carambola sulla schiena di Pizzignacco.

Ora, visto il calendario, c’è addirittura la possibilità di un arrivo di quattro squadre a quota 34 con una classifica avulsa tutta da decifrare. Ma intanto si può sognare.
 

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