Sicurezza
Coppa Italia, troppo Bologna per l'Empoli: per gli azzurri secondo tempo d’orgoglio ma non basta
I rossoblù di Italiano a un passo dalla finale grazie a Orsolini e Dallinga (doppietta)
EMPOLI. C’è troppo Bologna per l’Empoli che nella sua prima volta in semifinale di Coppa Italia incassa un tris che indirizza in maniera netta (e difficilmente contestabile) l’andamento di un duello che vivrà comunque anche la sua partita di ritorno, ma che vede il pullman della formazione emiliana già diretto verso Roma dove il prossimo 14 maggio si consumerà l’ultimo e deciso atto di questa competizione.
Il mismatch, d’altra parte, è chiaro dall’inizio, anzi prima. Dai pronostici della vigilia, tutti dalla parte degli ospiti, ma soprattutto dalla lettura delle formazioni iniziali. Italiano (che ha 56 punti in campionato) non ha Castro ma per il resto sgancia i titolarissimi, D’Aversa (23 le lunghezze) deve contare le assenze e pensare a una difficile salvezza da raggiungere (domenica il non banale scontro col Cagliari) e gli azzurri sono un mix tra giovani, gli stessi che la storica prima semifinale se la sono conquistata, seconde linee e qualche prima scelta qua è la. Il gap è totale: tecnico, ma anche fisico e di esperienza.
Il primo tempo
Al 2’ gli emiliani hanno già avuto due occasioni e l’Empoli abbandona il 3-4-2-1 iniziale per provare a coprirsi meglio col 4-4-2. L’operazione sembra riuscire, ma mancano sia gestione della palla che fase offensiva e quando gli ospiti tornano ad aumentare i giri del motore sono guai seri. Al 23’, così, Orsolini dimenticato da Cacace, spara alle spalle di Seghetti sotto gli occhi del ct Spalletti e al 29’ Dallinga fa altrettanto sfruttando un assist di Nodye per raddoppiare con un tocco educato. Il solco è scavato e l’unico tentativo dell’Empoli prima del riposo è un sinistro di Solbakken, imbeccato guarda caso da Fazzini, che Skorupski salva in angolo con un tocco che solo arbitro e assistente non vedono.
Il secondo tempo
L’Empoli riparte con Pezzella e Sambia dentro, ma il film del match è tutto nel minuto numero 6: proprio Sambia sbaglia un facile assist per Gyasi, sul rovesciamento di fronte, con gli azzurri impreparati, Ndoye si beve De Sciglio e offre il cioccolatino del tris a Dallinga. La montagna da scalare per l’Empoli è sempre più alta e l’occasione sprecata da Gyasi al 16’ contribuisce a mantenerla tale. Entrano Goglichidze ed Esposito tra gli azzurri, Holm negli ospiti e con gli emiliani sazi (ma al 23’ Orsolini impegna Seghetti) e l’Empoli risistemato e orgoglioso ora c’è più partita. L’ultimo spicchio si apre con gli ingressi in successione di Grassi, Cambiaghi, Fabbian, Aebischer e Dominguez aprono il finale di gara in cui il Bologna torna dominante e il portierino di casa Seghetti si esalta su Miranda prima (36’) e Dallinga poi (38’). Più vicino il poker (palo dell’ex Cambiaghi all’inizio del recupero) che il gol della bandiera, insomma. Ma cambia poco. La storia della partita è scritta e in maniera così netta che non c’è stato neanche il modo di poter sperimentare davvero l’annunciata novità di poter ascoltare in diretta il dialogo tra l'arbitro di campo e chi siede di fronte allo schermo del Var. Al ritorno del prossimo 24 aprile (il Dall’Ara è già esaurito) servirebbe più un miracolo (seppur sportivo) che un’impresa. Domani sera riflettori sull’altra gara-1, Milan-Inter.
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