Empoli La sassata di Pellegri ha interrotto due lunghi digiuni
Gli azzurri hanno ritrovato il gol al Castellani, l’attaccante anche la gioia personale «Rete da tre punti e segnata davanti ai nostri tifosi, è stata una grande emozione»
EMPOLI. Non è stato banale. No, non è lo stesso per niente. Il gol firmato da Pietro Pellegri contro il Como è di quelli che conta, da non dimenticare facilmente.
Intanto perché ha portato in dote 3 punti preziosissimi dopo un mese, l’ultimo, in cui l’Empoli ne aveva raccolto solo 1 (quello di Parma), ma anche e soprattutto perché è quello del digiuno interrotto. Degli azzurri, che erano rimasti a quello di Niang alla Roma (a proposito di reti indimenticabili...) del 26 maggio scorso, ma anche dello stesso Pellegri, che aveva scosso l’ultima volta la rete avversaria (quella del Verona, quando era ancora al Torino) addirittura una manciata di giorni prima, il 12 maggio. Quindi 162 giorni all’asciutto per l’Empoli e 176 per il ragazzo (classe 2001) di Genova. Più che comprensibile, dunque, la gioia del giocatore. «Sì – rivela a fine partita – è una grande soddisfazione. Il gol è servito per i tre punti ed è stato emozionante. Sono contento di averlo fatto in casa davanti ai nostri tifosi. A chi lo dedico? Alla mia compagna che sta aspettando un figlio».
Ha fatto centro, Pellegri, alla prima da titolare. Dopo diverse apparizioni positive e altre forse un po’ meno. Nel progetto, però, non è marginale. «Fisicamente sto bene – racconta – in passato ho avuto acciacchi e a volte ho bisogno di gestirmi. Sto lavorando bene, ho voglia».
Quella voglia messa in quel terrificante destro che non ha lasciato scampo a Reina e deciso un match non semplice. «Mister D’Aversa mi aveva detto di stare pronto sulle seconde palle – rivela l’attaccante – ho tirato con tutta la cattiveria che avevo dentro. La partita? Nel primo il Como era messo bene in campo, poi nel secondo sono calati e siamo saliti noi».
È salito Pellegri, soprattutto, ma non solo. Dall’attaccante, comunque, oltre al gol sono arrivate altre note positive. Ad esempio la manciata di minuti consumata in campo insieme a Colombo (che prima di entrare lo aveva incitato e sostenuto da bordo campo). Prove tecniche di convivenza, insomma. «Sono decisioni che spettano al mister – schiva Pellegri che però è possibilista – con Lorenzo mi trovo bene perché è molto intelligente dal punto di vista calcistico».
Si trova bene con Colombo ma anche con gli altri. «La nostra forza è che siamo un grande gruppo – la chiosa del match winner premiato anche come migliore in campo alla fine della partita – nello spogliatoio riusciamo sempre a essere uniti e questa è la nostra forza principale».
E ora che il digiuno è interrotto, si sa, l’appetito vien mangiando...
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