Sicurezza
Empoli-Como, è scontro diretto: «Nessun alibi, bisogna vincere»
D’Aversa carica i suoi in vista del match di oggi, ma deve fare i conti con le assenze. «Dobbiamo sfruttare le occasioni, c’è necessità di portare a casa il risultato pieno»
EMPOLI. Non nasconde l’importanza dei punti mister Roberto D’Aversa: nella consueta conferenza stampa pre-gara il tecnico ci tiene a focalizzare tutta l’attenzione, anche mediatica, sulla gara che vedrà impegnati questo pomeriggio i suoi ragazzi alla Carlo Castellani-Computer Gross Arena. Anche se dietro l’angolo c’è, vicinissimo, il match esterno contro il Lecce (venerdì alle 20.45), l’ultima squadra da lui allenata prima di arrivare sulle sponde dell’Arno. Ma torniamo al Como. Una realtà di provincia che di provinciale non ha niente: una ricca proprietà che ha investito pesantemente sui giocatori, assicurandosi pedine del calibro di Cutrone, Belotti e Dossena. Nella squadra lariana figura anche l’ex Cerri. «Già l’anno scorso – sottolinea mister D’Aversa – il Como aveva preso giocatori importanti per la B, come Strefezza, Paz e Goldaniga. Se guardiamo agli investimenti fatti diremmo che siamo squadre molto diverse, ma la classifica dice che quello di domani (oggi per chi legge, nda) è uno scontro diretto, pertanto i punti in palio come si dice in questi casi valgono il doppio. Il margine di errore dovrà essere minimo, la nostra voglia e la determinazione di andare a prendere il risultato deve prevalere». Un punto nelle ultime quattro partite, certo affrontando avversari di una certa caratura e quel gol che fra le mura amiche ancora manca. La prestazione a questo punto conta fino a un certo punto, l’importante sarà prendersi il risultato. «Fino ad adesso la prestazione c’è sempre stata, adesso c’è il bisogno, non l’obbligo, di portare a casa il risultato pieno contro una squadra che viene da una sconfitta pesante (5-1 in casa contro la Lazio). Un risultato pesante, ma vi assicuro che la gara è stata in equilibrio fino agli ultimi cinque minuti, tanto per darvi un’idea di che pasta è fatto il nostro avversario», aggiunge l’allenatore azzurro.
Un avversario parso rivitalizzato dal cambio di modulo: Fabregas dal 4-4-2 è passato al 4-2-3-1 e la squadra sembra averne beneficiato in termini di prestazioni. «Si tratta di una squadra che ha giocatori di qualità, con esperienze in Bundesliga e in Liga. È una squadra molto organizzata, merito di Fabregas che dopo aver avuto una brillante carriera come giocatore sono sicuro che potrà dire la sua anche dalla panchina. Hanno fraseggio, possesso palla, palleggiano molto: tutte caratteristiche che hanno messo in campo anche col Napoli, conosciamo le loro caratteristiche. Numericamente siamo in una situazione d’emergenza ma non voglio alibi sulle assenze, le vedo più come opportunità per chi scenderà in campo. È nella difficoltà che voglio vedere la mia squadra».
Esposito, Grassi, Goglichidze (squalificato) e da ultimo Fazzini che nella rifinitura di ieri mattina si è fermato in via precauzionale e non si sa se potrà essere impiegato. Ma il mister non è in cerca di scuse «Non ragiono sul singolo – aggiunge D’Aversa –. De Sciglio si sta allenando con continuità, ma c’è anche Marianucci: un giocatore che si pensava dovesse andare via in prestito quest’estate, ma si è invece guadagnato la mia stima, l’ho fatto rimanere a Empoli in una categoria che forse era impensabile per lui fino a qualche mese fa».
Provando a fare un paragone fra le due squadre emerge che il Como riesce a fare più possesso palla (50 per cento, contro il 35 per cento dell’Empoli). «Un dato che è in linea con la cultura dell’allenatore – specifica il mister azzurro –. Loro però hanno subìto più gol di noi. In Serie B hanno dominato con questa identità di gioco, chiaramente in Serie A il livello si alza e sono andati incontro ad alcune difficoltà. Più spazio e tempo gli dai e peggio è perché evidenzi le loro qualità tecniche. Noi dovremo essere bravi a sfruttare le occasioni da gol create, come accaduto contro l’Inter. È questo il nostro limite ora».
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