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Empoli Una sfida tra due “mondi” Il calcio tra tradizione e capitali

di Luca D'Alessandro
I tifosi dell’Empoli alla fine della partita contro l’Inter (Foto Juri Autovino)
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I tifosi dell’Empoli alla fine della partita contro l’Inter (Foto Juri Autovino)

Il Como è tra le società più ricche d’Europa e punta su marketing e visibilità

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EMPOLI.  Come nel famoso romanzo di H.G. Wells, sarà una vera e propria guerra dei mondi quella che andrà in scena lunedì pomeriggio sul campo della Carlo Castellani-Computer Gross Arena. Da una parte l’Empoli a vestire i panni dei terrestri dalla lunga storia; dall’altra il Como, i marziani che arrivano aggressivi con i loro tripodi fatti dei miliardi di dollari della proprietà straniera.

Il confronto tra le due società non potrebbe essere più differente. Fabrizio Corsi, classe 1960, è arrivato al timone del club azzurro nel 1991: 33 anni dopo è il presidente più longevo della Serie A e incarna una delle proprietà di più lunga durata del campionato. L’Empoli è una società familiare e di tradizione, come dimostra l’importanza sempre più evidente di Rebecca Corsi, con solide fondamenta sportive.

Robert e Michael Hartono, fratelli di 83 e 84 anni, sono invece proprietari del Como dal 2019 dopo aver rilevato la società tra i dilettanti. Con un patrimonio personale rispettivamente di 24 e 23 miliardi di dollari, sono gli uomini più ricchi d’Indonesia.

Gli Hartono, attraverso i loro intermediari, hanno reso subito chiaro la loro idea di calcio non è limitata solo al campo, ma anzi punta a una forte visibilità mediatica. Già rinomata meta del turismo di lusso, la città in riva al lago ha visto velocemente affluire anche lo star power calcistico. Fino all’inizio di questa stagione, il ceo della società era Dennis Wise, ex centrocampista della “Crazy Gang” del Wimbledon e del Chelsea noto tanto per le sue qualità tecniche che per le entrate killer e una certa animosità in campo e fuori. A prendere sostanzialmente il suo posto è stato l’allenatore della squadra, Cesc Fabregas: il bicampione d’Europa e campione del mondo spagnolo ha disputato la sua ultima stagione da giocatore con la maglia dei lariani in Serie B, sedendosi subito dopo sulla panchina della Primavera. Diventato il titolare della prima squadra, ha festeggiato a maggio la promozione in Serie A in uno stadio Senigallia gremito di ospiti d’onore come Thierry Henry, Gianluca Zambrotta e il bomber del Leicester Jamie Vardy. Ma in questa prima stagione di massima serie anche più di un attore si è visto allo stadio, gli ultimi Hugh Grant e Andrew Garfield.

Con queste premesse, non può che essere totalmente differente anche la squadra costruita dalle due società: l’Empoli lo conosciamo bene, con il suo misto tra giovani di prospettiva e innesti in prestito prevalentemente dal mercato italiano; il Como invece ha speso 49 milioni acquistando calciatori di categoria come Dossena e Belotti o giovani gioielli come l’argentino Nico Paz dal Real Madrid, offrendo poi un contratto a parametro zero a nomi altisonanti come l’ex Barcellona Sergi Roberto e l’ex Real Madrid e Manchester United Varane, ora dirigente in società dopo il ritiro improvviso dal calcio giocato.


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