Il Tirreno

Empoli

La mentalità dell’ Empoli nell’amarezza di Esposito

di David Biuzzi
La gioia di Sebastiano Esposito dopo il gol messo a segno all’Olimpico contro la Lazio.
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La gioia di Sebastiano Esposito dopo il gol messo a segno all’Olimpico contro la Lazio.

Il ko con la Lazio cancella la gioia personale della punta per il gol. «Io e i miei compagni abbiamo un solo obiettivo ed è la salvezza»

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EMPOLI. A ben guardare la vera stranezza è che la prima sconfitta stagionale sia arrivata alla giornata numero 7 del campionato di Serie A.

Tanta roba se ti chiami Empoli e sei seduto al tavolo delle grandi. E la conferma, tutto sommato, arriva anche dal come e dove matura il primo boccone amaro. E, come se non bastasse, dalle prime reazione. Come quella di Sebastiano Esposito, che la sfida dell’Olimpico l’aveva stappata con il secondo squillo del suo campionato. Saltare sopra Alessio Romagnoli , che pure è qualche centimetro più alto di lui, e segnare alla Lazio all’Olimpico non è poco, soprattutto per un classe 2002. Eppure, a fine gara, l’attaccante azzurro non sorride e il primo pensiero non è per quello che è stato ma per quello che poteva essere. «Se vai in vantaggio e poi ti rimontano e perdi – il pensiero del giocatore a bocce ferme – è chiaro che qualcosa potevo fare meglio. Noi, ad esempio, potevamo gestire in maniera diversa alcune ripartenze, essere meno frenetici in alcuni frangenti. A volte ci siamo allungati e la Lazio ci ha punito con due bellissimi gol. Sul primo (arrivato nel recupero del primo tempo prolungato dal poco convincente arbitro Ayroldi, nda) avrei qualcosa di ridire. Ma lascio che lo facciano altri».

C’è spazio per il rammarico, insomma. Ed è un segnale confortante per l’Empoli. Come la mentalità di Esposito quando parla dei suoi obiettivi e non pensa minimamente a un numero di gol da raggiungere: «La salvezza è il traguardo che mi sono posto a che voglio raggiungere. E lo è per ogni giocatore, ogni componente dello staff tecnico e ogni persona dell’Empoli». Idee chiare, insomma. Come sul valore della squadra. «Noi una sorpresa? In realtà – è il pensiero di Esposito – è dal primo giorno di lavoro che sono cosciente, come del resto i miei compagni, di essere una squadra forte. Nessuna sorpresa, semmai siamo contenti di sorprendere gli altri».

Mentalità, appunto. Una delle armi di un gruppo solido come la sua fase difensiva. Talmente determinato da non riuscire a sorridere dopo un passo falso anche di fronte ha un’altra prestazione che ha avuto più luci che ombre o alla soddisfazione personale di un gol realizzato in un contesto decisamente poco banale. Un aspetto da continuare a coltivare dalle ripresa delle operazioni prevista per domani pomeriggio ma con una novità. La location. Gli azzurri, infatti, si sposteranno armi e bagagli a Petroio, dove dovrebbero restare in questa e nella prossima settimana perché al Sussidiario è tempo di semina. Al di là del dove, però, sarà importante il come. E cioè spingere forte da subito visto che una volta esaurita la sosta ci sarà da vedersela con la capolista Napoli (domenica 20 ottobre con fischio d’inizio alle 12.30) ala ripresa delle ostilità.


 

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