Gioco
L’Empoli vuole sfatare il tabù Lazio All’Olimpico l’ultima sconfitta in A
In casa dei biancocelesti gli azzurri non hanno mai vinto, a maggio l’ennesimo ko Maleh e Fazzini in crescita: mister D’Aversa potrebbe utilizzarli a gara in corso
EMPOLI. Tra corsi e ricorsi storici poco positivi, ma con un presente solidissimo e tante certezze accumulate in questa primissima fase di campionato, l’Empoli di Roberto D’Aversa si prepara per la seconda trasferta stagionale all’Olimpico, questa volta al cospetto della Lazio. I precedenti tra le due squadre, in riferimento agli scontri diretti giocati a Roma, non sono confortanti; al momento si parla di 16 occasioni tra campionato e Coppa in cui gli azzurri hanno al massimo hanno pareggiato (5 volte). Ben 11 le sconfitte. Zero alla voce “vittorie”.
L’ultimo Lazio-Empoli è freschissimo, 12 maggio 2024, 2-0 per i padroni di casa, con gol di Patric, nel recupero del primo tempo, e raddoppio di Vecino in chiusura. Sono passati poco più di 4 mesi, 143 giorni, ma sembrano molti di più. Una vita, in termini calcistici.
Il rocambolesco pareggio di Udine e la vittoria interna con la Roma, regalarono alla fine un obiettivo insperato. Quanta fatica, però, e quanta sofferenza. Soprattutto per i tifosi. Una vita calcistica dopo, questa domenica, alle 15, gli azzurri scenderanno sul prato dell’Olimpico forti del sesto posto e dell’imbattibilità, risultati ottenuti nonostante un calendario tutt’altro che semplice. Arbitrerà l’incontro il signor Ayroldi di Molfetta, coadiuvato dai guardalineee Mondin e Cortese, dal quarto uomo Rutella e dagli addetti al Var Ghersini e Di Paolo. Precedenti inquietanti anche in questo caso: il fischietto pugliese ha diretto 5 volte la Lazio e gli aquilotti, in tali occasioni, hanno sempre ottenuto la vittoria. Più equilibrato il rapporto con gli azzurri: 2 vittorie, 3 pareggi, 4 sconfitte. Un altro segnale poco confortante, ma l’Empoli di queste prime giornate non sembra una squadra che si impressiona facilmente. Men che mai per le statistiche o la scaramanzia. Il “credo” di D’Aversa è il lavoro, rispetto per tutti e paura di nessuno.
La squadra si allenerà tutte le mattine, con l’eccezione di sabato, quando, terminata la seduta pomeridiana, il gruppo salirà sul treno diretto nella Capitale. La lista degli infortunati, rispetto alle prime giornate, si è sensibilmente ridotta. Ancora out gli sfortunatissimi Perisan, Ebuhei e Sazonov. Hanno lavorato a parte con la squadra, ma non saranno disponibili, Zurkowski e Belardinelli. Una situazione in bilico rimane quella di Maleh, che ha svolto ancora una volta lavoro differenziato. A Cagliari è andato in tribuna, nel derby con la Fiorentina non è stato impiegato. A Roma potrebbe essere la volta buona per il ritorno in campo, magari a gara in corso, e così anche per Fazzini, assente da qualche turno ma sulla via del pieno recupero.
Volendo ipotizzare un “undici” di partenza attendibile a qualche giorno dal match, è logico pensare a una conferma quasi totale dello schieramento visto al Castellani nel derby, e quindi con Esposito preferito a Solbakken e affiancato da Anjorin, con Esposito unica punta; Goglichidze confermato sulla linea con Ismajli e Viti davanti a Vasques, linea di centrocampo a quattro con Pezzella, Henderson, Grassi e Gyasi.
E la Lazio? La squadra di Baroni sarà reduce da un impegno di Coppa infrasettimanale (questa sera, ore 18.45, contro il Nizza) che potrebbe confermare o ribaltare il tutto. Confermare, cioè, l’ottima impressione data dalla vittoria ottenuta domenica scorsa sul campo della capolista Torino, o ribaltarla con un risultato negativo e far precipitare di nuovo l’ambiente in quel mix di incertezza e scontento che aveva accompagnato le prime uscite di una squadra e di una direzione tecnica considerate “non all’altezza” da una buona parte della tifoseria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
