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Serie A

Il mondo targato Empoli si è rovesciato in un anno

di David Biuzzi
Il tecnico dell'Empoli
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Il tecnico dell'Empoli

Dalla pesantissima scoppola (7-0) incassata in casa della Roma a una delle migliori partenze rivoluzionando uomini e mentalità

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EMPOLI. È un mondo rovesciato quello in cui oggi vive l’Empoli. Che in appena un anno solare è passato da una delle peggiori sconfitte della sua ultracentenaria storia (il pesantissimo 7-0 incassato all’Olimpico contro la Roma) e una delle migliori partenze mai avute in Serie A.

L’anniversario

Era proprio il 17 settembre, quello del 2023, quando gli azzurri affondarono a un tiro di schioppo dal Colosseo sotto certificando la prima ma non ultima crisi della stagione che portò all’inevitabile esonero del tecnico Paolo Zanetti. Sono passati 366 giorni, visto che il 2024 è anno bisestile, e ora è davvero un’altra storia.

Rivoluzione azzurra

Sono cambiati gli allenatore, con Andreazzoli e Nicola a precedere l’attuale condottiero Roberto D’Aversa, il direttore sportivo, è ora riservata a Pietro Gemmi la poltrona nella stanza dei bottoni che per tanti anni è stata di Pietro Accardi, e una quantità industriale di giocatori, a decine, ma soprattutto è cambiata la mentalità. La ricerca della qualità, del gioco a tutti i costi, ha lasciato spazio al pragmatismo. Per raccontarla in numeri il 4-3-1-2 che è stato marchio di fabbrica e modulo di riferimento dai (gloriosi) tempi di Sarri in poi quasi senza interruzioni (salvo rapidi passaggi al 4-2-3-1), si è trasformato in un più abbottonato 3-4-2-1 (col 3-5-2 come alternativa). Il che, tradotto, non significa parcheggiare il pullman nella propria area di rigore ma sfruttare in altro modo le qualità che, gioco forza, sono cambiate. Oggi non c’è più Baldanzi a danzare dietro le punte e non c’è più Asslani a disegnare gioco. Il prototipo, semmai, è diventato Fazzini, altro diamante sgrezzato nel vivaio, che alla tecnica abbina la quantità, quasi fosse la sintesi degli illustri ex compagni e predecessori. E il paradosso è che con un difensore in meno, 4 erano ieri e 3 sono oggi, è stata proprio la retroguardia a crescere (e tanto) nel rendimento e nelle tenuta.

I numeri

Il confronto proprio con lo scorso anno, in effetti, è eloquente. I punti erano 0, dopo 4 turni, e oggi sono 6; i gol incassati 12 e si sono ridotti a 2; 0 erano anche i gol fatti (oggi sono già 3) e le vittorie. Ora questa voce recita 1, ma è arrivata proprio a Roma, dove era stato toccato uno dei punti più bassi. In sostanza l’Empoli di oggi ricorda più quello dell’attuale ct Luciano Spalletti che gli altri con più lustrini e fronzoli degli anni più recenti. C’è sostanza, tanta sostanza. Componente che, se il tuo obiettivo si chiama salvezza, serve eccome.

Non perdersi

Attenzione, però, tutto questo potrebbe anche non bastare. E anche questa lezione arriva dall’ultima stagione: nonostante quel pessimo avvio, infatti, gli azzurri ce l’hanno fatta. Quindi testa bassa e pedalare che la strada è ancora lunga e le salite ancora tante...


 

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