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Cambiaghi La “zanzara” azzurra incubo delle difese avversarie

Cambiaghi La “zanzara” azzurra incubo delle difese avversarie<br>

L’attaccante festeggia la seconda salvezza consecutiva conquistata con l’Empoli. Per lui un solo gol in campionato, ma è tra i migliori della stagione appena conclusa

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EMPOLI. Difficilmente Nicolò Cambiaghi dimenticherà queste due stagioni all’Empoli. Due anni pieni, intensi, che hanno portato a due salvezze incredibili, arrivate oltretutto nei suoi primi anni di esordio in Serie A. Chiaramente, a livello di numeri, è la passata stagione ad aver inciso di più sul curriculum dell’attaccante brianzolo classe 2000. Parliamo di sette reti e due assist in ventinove presenze alla prima esperienza con la maglia azzurra, un bottino che ha alimentato tantissimo la causa salvezza del gruppo allenato allora da Paolo Zanetti ed eguagliato il suo record registrato in B a Pordenone l’anno precedente.

Presenze aumentate vertiginosamente quest’anno, anche sotto la guida tecnica di Andreazzoli e Nicola: Cambiaghi ha di fatto saltato solo la prima partita della stagione contro il Verona, scendendo poi trentotto volte sul campo. Purtroppo, all’attivo ha una sola rete messa a referto (nella vittoria contro il Torino lo scorso 6 aprile, una gran botta di destro da fuori area che aprì le marcature). E tanti, tantissimi tiri. È infatti il giocatore ad aver effettuato più tiri (cinquantadue) senza mai segnare un gol in una singola stagione di Serie A. Un record assoluto. Ci ha provato, ci ha provato tantissimo, come del resto si è sempre impegnato in fase di rifinitura, supportando a dovere sempre i vari Caputo, Cerri e Niang, tentando con la giocata o il dribbling decisivo di sfornare l’assist per il compagno sotto porta. Ci è riuscito solo nell’undicesima giornata a Frosinone, servendo a Caputo la palla dell’illusorio 2-1 finale (la vittoria infatti andò ai padroni di casa ciociari). Ma non sono mancate le volte in cui ha ispirato a dovere l’azione, come nella vittoria più larga di quest’anno dell’Empoli, contro il Monza, il 21 gennaio, l’esordio di Davide Nicola sulla panchina azzurra: c’è infatti il suo zampino nelle prime due reti segnate da Zurkowski (che quel giorno mise a referto una memorabile tripletta) contro i brianzoli.

Ma Cambiaghi è stato protagonista di altre gare da voto 7, come il derby con la Fiorentina vinto 2-0 (quella Fiorentina contro cui segnò il gol vittoria la passata stagione), il pari interno contro il Lecce alla quindicesima giornata dove propiziò l’autogol di Rafia del definitivo 1-1. Anche a Salerno, nella gara di ritorno del 9 febbraio (l’incontro vinto 3-1 dagli azzurri), fu lui a imbeccare con un tiro-cross l’autorete di Zanoli che aprì il match. Possiamo insomma dire che nei successi “pesanti” dell’Empoli lui c’è sempre stato. Brevilineo, dotato di tecnica, scatto, capacità di dribblare, il gioiellino dell’Atalanta è stato una colonna portante dell’Under 21 e non è da escludersi un suo futuro impiego in azzurro con la Nazionale maggiore.

Cresciuto nell’Atalanta, con cui ha vinto due scudetti Primavera, prima di approdare all’Empoli Nicolò ha disputato due stagioni in cadetteria, un anno, il 2020-2021 alla Reggiana e l’anno successivo al Pordenone, dove tra trentasei presenze e sette reti si conquistò l’interesse di vari club di Serie A. L’Empoli non si fece sfuggire l’occasione e così nell’estate 2022 eccolo all’ombra del Castellani. Prestito confermato nell’estate successiva insieme al compagno nerazzurro Kovalenko.

Dopo due anni, il giocatore è ormai ai saluti con lo staff azzurro: per lui si prepara infatti il rientro alla base alla Dea, con cui potrebbe fare l’esordio l’anno prossimo realizzando il suo sogno fin da bambino. Dopo due anni di vera palestra a Empoli.

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di Redazione web