Attenzione
«Con un unico grande cuore»
Il tecnico Nicola batte su valori e motivazioni per concretizzare il sogno dell’Empoli. «Ai ragazzi ho detto che con la Roma non giocheremo per noi ma per una comunità»
EMPOLI. Ambasciatori di un sogno collettivo. A novanta minuti dalla fine l’Empoli si prepara a vivere una delle notti più lunghe della sua storia: mai, infatti, in 104 anni la società azzurra è stata così vicina alla terza salvezza consecutiva in Serie A.
Un traguardo ancora ampiamente alla portata di Luperto e soci ma per il quale servirà prendersi gli ultimi tre punti in palio in quest’ultima travagliatissima annata. Lo sa bene Davide Nicola, che nella consueta conferenza stampa pre-gara ha usato parole al miele verso quella stessa piazza che non ha mai smesso di sostenerlo neanche dopo le quattro sconfitte consecutive: «Oggi sono qui non solo come guida dell’Empoli, ma anche come voce di un gruppo di uomini che hanno dato anima e corpo per questa maglia – la chiosa del tecnico di Luserna San Giovanni – ho già parlato con i ragazzi ma ci tengo a trasmettere il mio concetto a tutti i nostri tifosi: con la Roma non giocheremo soltanto per noi stessi ma lo faremo anche per la città, per la nostra gente e per una società che merita rispetto. Da sempre i valori di sacrificio, passione, umiltà ed identità sono parte integrante del dna dell’Empoli, un motivo in più per lottare ancora un’ultima volta con un unico grande cuore, ora più che mai».
E a chi gli chiede come sia riuscito a riportare serenità dopo il burrascoso esito della trasferta di Udine, Nicola risponde così: «Nessuna delusione, a conti fatti non sarebbe cambiato nulla. La squadra si è allenata molto bene e ho avuto le risposte che volevo, adesso sta a noi realizzare qualcosa di straordinario: per farlo dovremo essere lucidi e in pieno controllo di noi stessi. L’organizzazione, le motivazioni, il sostegno della città, il desiderio continuo di raggiungere un determinato obiettivo e persino il percorso fatto saranno tutti fattori determinanti in questo nostro ultimo viaggio».
L’allenatore ha poi spiegato come sia importante sdrammatizzare anche dopo quanto accaduto domenica scorsa. «Da questo punto di vista credo di essere sempre stato un esempio, prima e dopo partite anche più dure: dobbiamo sempre metterci nella condizione di affrontare le cose con il sorriso e con gioia. Forse la mia più grossa conquista è stata proprio quella di trasmettere alle persone la volontà di credere in questo percorso, una simbiosi che mi piacerebbe ritrovare anche domenica sera allo stadio. Non penso si possa provare un’emozione più bella di questa».
Contro i giallorossi mister Nicola dovrà fare a meno, oltre che allo squalificato Grassi e al lungodegente Ebuehi, anche dei centimetri di Cerri: «Grazie ai miei ragazzi non ho mai dubbi, a prescindere dalle scelte so per certo che tutti daranno il massimo indipendentemente dal minutaggio accumulato. Abbiamo valutato le condizioni dei singoli con l’aiuto dello staff medico. La Roma? Sarà una sfida durissima, mister De Rossi ha fatto un lavoro straordinario».
A stuzzicare la fantasia dei tifosi anche un’ultima breve riflessione sulla sua permanenza in Toscana: «Il mio futuro legato alla salvezza? Non mi sento di separare le due cose, tuttavia non ho mai pensato di dare una scadenza al mio lavoro: cerco sempre di costruire qualcosa di soddisfacente per me e per chi ha a cuore le sorti della mia squadra assorbendo e rappresentando nel migliore dei modi i valori del club. A Empoli ho scoperto una piazza notevole sotto tutti i punti di vista, adesso però voglio pensare soltanto alla partita con la Roma».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
