Empoli Un’impresa per sperare All’Olimpico per sfatare un tabù
Gli azzurri proveranno anche a conquistare la prima vittoria in casa della Lazio Davide Nicola potrebbe schierare dal primo minuto l’ex di turno Cancellieri
EMPOLI. L’impresa che, domani all’ora di pranzo, servirà all’Empoli di Nicola per guadagnare punti salvezza è una sfida anche alla storia. Gli azzurri, nel loro percorso in Serie A, si sono tolti la soddisfazione di portarsi via scalpi importanti in trasferta: vittoria a San Siro contro l’Inter, vittorie in serie al Maradona di Napoli, anche la Juventus battuta a domicilio. In 14 precedenti in campionato, tra Serie B e Serie A, i toscani non hanno mai vinto all’Olimpico contro la Lazio. E domani dovranno provare a farlo perché, dopo aver toccato il tredicesimo posto in classifica dopo la vittoria con il Sassuolo, le quattro sconfitte consecutive con Cagliari, Milan, Bologna e Inter hanno fatto precipitare di nuovo in zona pericolosa gli azzurri. Dopo l’allenamento di ieri, in cui Nicola ha come sempre provato varie alternative ma restando fedele al suo 3-4-2-1, difficilmente si potrà recuperare Walukiewicz. In difesa, dunque, Luperto guiderà il reparto con Ismajili e Bereszynski, coperti alle loro spalle da Caprile. Qualche variazione ci potrebbe essere con una maglia da titolare per Maleh, mentre Cacace, dopo aver giocato appena sei minuti con il Frosinone, potrebbe tornare dal primo minuto sulla corsia di sinistra al posto di Pezzella. Gyasi e Grassi sembrano stare bene e poter completare la cerniera di centrocampo, mentre l’ex di turno Cancellieri, titolare solo con il Lecce nelle ultime otto gare, anche per un problema alla schiena mai del tutto superato, sembra essere tornato al 100% e in settimana ha dato ottime indicazioni proprio a mister Nicola. E la sua voglia di fare bene contro una squadra nella quale non ha mai trovato troppo spazio la scorsa stagione potrebbe fare il resto. Anche se sugli esterni offensivi Cambiaghi è sicuro di essere tra gli undici titolari mentre sembra Fazzini quello che potrebbe entrare in ballottaggio proprio con Cancellieri. Come terminale offensivo nell’ultimo turno c’era Niang che, seppur tornato ad allenarsi dopo il secondo incidente stradale che l’ha visto coinvolto negli ultimi tre mesi, potrebbe entrare a partita in corso. Dopo i due spezzoni, rispettivamente 29 minuti e 35 minuti contro Atalanta e Frosinone, sembra arrivato il momento di Ciccio Caputo. L’attaccante classe 1987 ha giocato l’ultima partita da titolare il 7 gennaio scorso contro il Milan, poi l’infortunio alla caviglia che l’ha tenuto fuori rosa sostanzialmente fino a marzo. L’ultimo gol, inutile nel 3-4 finale con il Sassuolo, è del 26 novembre, l’ultimo decisivo in termini di punti il 23 ottobre nel 2-0 in casa della Fiorentina. Insomma, se c’è un momento per abbattere il tabù delle vittorie all’Olimpico contro la Lazio e di vedere tornare in gol il veterano e uomo simbolo dell’Empoli dopo un lungo digiuno, quel giorno è proprio domani. Nicola – e lo dirà probabilmente oggi in conferenza stampa – non farà comunque troppi calcoli.
Inutile pensare allo scontro diretto con l’Udinese alla penultima giornata: ogni punto può essere decisivo per l’obiettivo salvezza. I tifosi, dal canto loro, osserveranno anche i risultati delle dirette avversarie. Con il Frosinone già sceso in campo con l’Inter e un Cagliari impegnato questa sera a San Siro con il Milan. Poi, occhi puntati sulla sfida delle 15 di domani del Sassuolo in casa del Genoa e, ancora di più, attesa per il match di lunedì tra Lecce e Udinese. Una serie di incroci che potranno dire se l’Empoli, dopo le ultime cinque giornate trascorse a galleggiare sopra la zona retrocessione, sarà ancora fuori o meno dalla zona pericolo. Sembra banale, ma una vittoria contro la Lazio, domani, permetterebbe di non curarsi più di troppo delle rivali. Tre punti significherebbero non solo essere, a due giornate dalla fine, matematicamente fuori dalle ultime tre posizioni. Ma darebbe morale e tranquillità per affrontare la decisiva trasferta di Udine. Cosa non facile, perché la Lazio ha perso solo una delle ultime sette gare di campionato.
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