Sicurezza
Empoli. Orgoglio e determinazione. Ancora 270 minuti per sperare
Dopo il pareggio casalingo contro il Frosinone, Nicola si concentra sulla Lazio. Da risolvere i problemi realizzativi: Fazzini e Caputo potrebbero essere decisivi
EMPOLI. «Non sono mai contento, ma sono sempre soddisfatto». Poche ma allo stesso tempo chiarissime le parole di Davide Nicola al termine del pari contro il Frosinone. Nello scontro diretto della trentacinquesima giornata giocata alla Castellani–Computer Gross Arena azzurri e ciociari si sono di fatto annullati, l’ennesimo scontro diretto porta in dote un misero bottino alla causa salvezza empolese, ma, come sempre, è giusto guardare il bicchiere mezzo pieno quando mancano appena duecentosettanta minuti alla fine del campionato e quindi al verdetto finale. «È stata una partita dall’alto coefficiente emotivo – prosegue il mister – dal punto di vista tattico le due squadre avevano due moduli speculari, sono orgoglioso di come i miei ragazzi abbiano gestito la partita dal punto di vista emotivo. Siamo cresciuti molto nel secondo tempo e questo vuol dire che fisicamente stiamo bene. Sono partite in cui il gioco è poco pulito, ci sono tanti duelli, loro hanno giocatori di qualità come Soulé che è stato ben controllato. Sono contento perché abbiamo recuperato Ismajli e perché Caputo sta rispolverando quelle che sono le sue qualità, sta crescendo di condizione». Proprio sull’ingresso del bomber di Altamura, che al 10’ della ripresa ha sostituito un evanescente Niang, è giusto soffermarsi in vista delle prossime tre sfide: il tecnico e i tifosi vogliono poter fare affidamento sulla sua esperienza per provare a sbrogliare le situazioni più intricate in area, situazioni che ancora l’Empoli non riesce a risolvere in proprio favore evidenziando ancora evidenti lacune in fase realizzativa. Lo spunto potrebbe arrivare da Fazzini: il giovane centrocampista classe 2003 ha giocato da titolare la sua terza partita e ha fatto molto bene, risultando al termine dei novanta minuti uno dei migliori visti in campo. Caputo e Fazzini: ruoli ed età diversi, venuti ad Empoli per dimostrare il proprio valore. «I giocatori che vengono qui – puntualizza Nicola – lo fanno per rilanciarsi o per dimostrare che valgono sempre qualcosa. Fazzini, l’ho sempre detto, è un giocatore con una prospettiva incredibile e giocando migliora sempre di più. Nelle ultime tre partite Zurkowski ha avuto un minutaggio inferiore perché ha un problema fisico. Non si tira mai indietro, ma i sovraccarichi della partita lo portano ad avere un’andatura che non gli consente di giocare fluido e con qualità». Impossibile non soffermarsi poi su cosa è mancato per centrare una preziosa vittoria e cosa dovrà mettere in campo la squadra in vista delle prossime sfide. A partire dalla prossima, delicatissima, contro la Lazio: «Nei primi venti minuti nella fase di non possesso in tre–quattro circostanze non siamo stati precisi con i tempi di uscita, non abbiamo avuto la determinazione giusta. Dobbiamo poi lavorare negli ultimi venticinque metri quando c’è meno spazio a disposizione e lì la qualità fa la differenza». Un po’ opaca la prestazione di Cambiaghi, un giocatore che sta indubbiamente dando tanto da tanto tempo: «Cambiaghi non è pigro, si spende molto, siamo arrivati contati, ma ci sono sei-sette giocatori che stanno tirando la proverbiale carretta da diverse settimane e contro il Frosinone abbiamo accusato il primo vero caldo». Sicuramente anche nel prossimo impegno non mancherà una temperatura “rovente” sul campo e sugli spalti: l’Empoli giocherà alle 12.30 all’Olimpico contro la Lazio; in questi giorni la società biancoceleste è sotto esame da parte dei tifosi che non hanno gradito lo scialbo pari di Monza contestando Immobile e compagni a fine gara e vorranno dai propri beniamini una prestazione all’altezza delle aspettative. «Possiamo fare gioco contro qualunque avversario», riflette l’allenatore di Luserna San Giovanni. Ma con la Lazio servirà un mezzo miracolo, anche solo per tornare a casa indenni.
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