Il Tirreno

Empoli

Valorizzazione di giovani talenti La cantera azzurra al top in Italia

di Luca D'Alessandro
Valorizzazione di giovani talenti La cantera azzurra al top in Italia

Empoli A certificarlo è l’ultimo studio del Cies: per il club risultati eccezionali  La società sbarca intanto su Weibo, uno dei principali social network cinesi

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EMPOLI. Basta chiedere a ogni bravo imprenditore: uno dei concetti chiave per far evolvere un’azienda è quello di saper coniugare una sana relazione con le proprie radici con l’espansione verso nuovi mercati inesplorati. Vale per tutti i settori, anche quelli che vengono visti meno sotto la lente dell’economia come può essere il calcio. E fa proprio pensare a questa regola il bilanciamento tra innovazione e tradizione, notizia comparsa sui social media dell’Empoli. Un annuncio dettagliato che illustra lo sbarco della società azzurra su Weibo, uno dei principali social network cinesi. Costruito con una forma ibrida di due colossi come Facebook e Twitter, Weibo ha più di 600 milioni di utenti mensili. Nonostante abbia perso quote di mercato rispetto a canali nuovi come TikTok, rimane uno dei più importanti social media cinesi con una percentuale di penetrazione nello Stato asiatico simile a quella che Twitter ha negli Stati Uniti. Nel suo annuncio, l’Empoli fa sapere che creerà dei contenuti specifici per il mercato asiatico, come preannunciato in un simpatico video dove alcuni dei calciatori della rosa salutano in cinese i tifosi. Una mossa, quella della società del patron Corsi, chiaramente legata alla possibilità di estendere sia la “fanbase” che le opportunità di marketing verso orizzonti nuovi e inesplorati per una piccola realtà italiana come può essere quella con sede a Monteboro. Se lo sbarco sui social media cinesi è sicuramente una grande innovazione, il legame dell’Empoli con le proprie radici e soprattutto col territorio non è mai stato più forte. A dimostrarlo è una statistica pubblicata pochi giorni fa dall’osservatorio sul calcio del Cies, il Centro internazionale di studi sportivi con sede in Svizzera. In un post sul loro sito web, l’organizzazione ha pubblicato una graduatoria dedicata al “territorial anchorage”, cioè al legame che una squadra ha con i giocatori del proprio Paese. Dopo aver esaminato le rose dell’ultimo anno di 58 leghe professionistiche, creando un indice basato sui dati elaborati, il risultato è che la squadra di Serie A che ha il valore maggiore è proprio l’Empoli. In particolare sono due i dati considerati: la percentuale di calciatori in rosa calcisticamente cresciuti in formazioni del proprio Stato, in questo caso l’Italia, e la percentuale di calciatori nazionali tra i 15 e i 21 anni di età che hanno giocato almeno tre anni nel club di appartenenza. Su queste due statistiche l’Empoli ha risultati eccezionali: è al terzo posto per numero di giocatori italiani con una percentuale del 59%, più bassa solo di Monza (64%) e Frosinone (63%); è al settimo posto per numero di giovani cresciuti nel vivaio con una quota del 9%, davanti a sé solo le migliori squadre della Serie A (nell’ordine Atalanta, Fiorentina, Juventus, Roma, Milan) come è comprensibile che sia vista la maggior capacità dei top club di attrarre i prospetti più forti. Indubbiamente, non serviva il Cies per venire a sapere come, da sempre sotto la guida del patron Corsi, l’Empoli sia squadra capace di dare possibilità a giocatori italiani anche di categorie inferiori di guadagnare le luci della ribalta sui grandi palcoscenici. Di Lorenzo o Parisi due dei tanti nomi che possono venire in mente. Così come è storica l’attenzione che gli azzurri pongono nel loro settore giovanile che, dopo lo scudetto vinto nel 2021 dai vari Baldanzi, Fazzini e Asllani, continua a regalare gioie sia con la Primavera di mister Birindelli che nelle categorie più basse, a partire dagli ottimi risultati delle formazioni Under 17, Under 16 e Under 15. Semmai i dati presentati sono l’ennesima conferma che a Empoli si fa calcio con un’idea ben precisa. Un modello che si avvicina il più possibile alla tanto chiacchierata sostenibilità economica e sociale: puntando sui talenti locali, costruendo i giocatori in casa, evitando le spese folli, reinvestendo nel futuro. Per qualcuno è un’utopia, a Monteboro è una solida realtà.




 

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