Sicurezza
Cuore, grinta e «una sana pazzia». Da questa sera è vietato sbagliare
Empoli Contro il Torino per provare ad invertire la serie di quattro risultati negativi. Nicola: «Match da giocare senza fare calcoli e senza pensare alle sfide che mancano»
EMPOLI. Otto partite, otto finali. Mancano poco più di 720 minuti alla fine del campionato e per l’Empoli si profila un finale di stagione incandescente. Gli azzurri arrivano da quattro sconfitte consecutive, senza mai trovare la via del gol, ma tutto questo, per un uomo abituato a lottare con le unghie e con i denti come Davide Nicola, non è un problema. Nella giornata di ieri, il mister empolese si è presentato in sala stampa per concedersi ai giornalisti in vista dell’anticipo di questa sera contro il Torino. Carico come una molla, Nicola, pur di fronte al suo passato, ha fatto sentire tutto il suo spirito combattivo. «Sarà una partita molto importante, l’ho detto ai ragazzi, ne mancano otto ma noi ragioniamo sempre sulla singola gara. Non dobbiamo preoccuparci di cosa faranno gli altri, ma dovremo pensare solo a noi. Questo gruppo sta facendo molto, il problema dell’attacco per me è un falso problema, abbiamo segnato 11 gol in 10 partite, e bisogna considerare che abbiamo affrontato anche le prime tre difese del campionato. Il Torino è tosto, forte fisicamente e ha fatto 15 clean sheet su 30 partite, subendo pochissimo nella prima mezz’ora, arriva da tre anni di ottimo lavoro con Juric, ma noi stiamo dimostrando i numeri di una squadra che non appartiene a queste posizioni di classifica». Parole dirette. Concrete.
In linea con quello che è il carattere di una figura dirompente, capace di accogliere sotto la sua ala un gruppo di ragazzi che ha sposato le sue direttive in ogni sua forma. Infatti, le attenzioni di Nicola sono rivolte soprattutto ad innalzare i limiti di un gruppo che non deve perdere il contatto con la propria identità. «Sarà una partita importante che deve essere giocata con una sana pazzia e con la voglia di superare certi concetti, senza fare calcoli e senza interessarci delle partite che mancano – aggiunge l’allenatore azzurro –. Contro il Torino è l’opportunità più grossa per dare credito a tutto quello che abbiamo fatto nelle ultime tre partite, abbiamo perso incontrando dei mostri, ma allo stesso tempo non credo ci sia stata una disfatta. Anzi, l’Empoli ha dimostrato di avere identità e dobbiamo essere consapevoli che in questo momento, sia negli allenamenti che in partita, si riduce il nostro margine di errore. Ma questo non ci deve intimorire, ci deve galvanizzare perché l’andare oltre attraverso la sana pazzia significa proprio fregarsene di questo punto di vista. Noi abbiamo in testa un obiettivo che è pazzesco, sarebbe il primo nella storia dell’Empoli e io vivo solo per quello, dalla mattina alla sera».
Cuore, mente e corpo sono focalizzati solo sugli azzurri, e Nicola – incalzato sul suo passato importante da giocatore e allenatore granata – scansa ogni dubbio ribadendo il suo unico interesse in funzione degli azzurri: «Intanto spero di rimanere nel cuore di questi tifosi, così come spero di vederli in massa allo stadio, altrimenti vado a prenderli io a casa uno ad uno. La sinergia che si sta creando è importante, dobbiamo dimostrare in campo di crederci. Del mio gol promozione col Torino si parla del paleolitico, ormai manco più me lo ricordo».
Insomma, per scardinare una difesa arcigna e arroccata come quella del Torino servirà probabilmente il miglior Empoli della stagione, provando anche più varianti di gioco.
«Tutto può essere fattibile, stiamo sperimentando diverse cose, mantenendo la nostra struttura e impiegando più giocatori offensivi possibili – specifica Nicola –. I miei giocatori possono occupare spazi diversi, senza snaturarne le caratteristiche, con il nostro staff abbiamo fatto un lavoro incredibile, stiamo lavorando nella giusta direzione provando due assetti diversi. La dobbiamo costruire, come fanno tutte le squadre: la differenza la fa spesso e volentieri chi entra».
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