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Nicola-Ranieri Lotta per la salvezza Si sfidano i tecnici dei “miracoli”

di Luca D’Alessandro
Nicola-Ranieri Lotta per la salvezza Si sfidano i tecnici dei “miracoli”

Empoli-Cagliari: di fronte i mister che sono riusciti in missioni impossibili

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EMPOLI. Diciamoci la verità: il calcio moderno è uno sport diverso da qualche decennio fa. Più avaro di emozioni, più legato a meccaniche meramente aziendali ed economiche. Grandissimi cantori come Pasolini e Galeano rimarrebbero turbati, forse un po’ schifati, da ciò che è diventato. Rimane poco a cui attaccarsi, per chi vuole sentire ancora i brividi scendere lungo la schiena. Pochi momenti eccezionali che diventano universali. Celebrati, quasi osannati, dai tifosi di ogni fede e colore. Dietro questi momenti ci sono sempre dei grandi artefici. E se qualcuno li chiama profanamente miracoli, loro sono dei veri re taumaturghi.

Domenica pomeriggio, alla Carlo Castellani-Computer Gross Arena, si sfidano due di questi grandi sovrani del miracolo. Chiamati a costruirne un altro, instancabilmente, anche in questa stagione. Da una parte Davide Nicola, dall’altra Claudio Ranieri, in un Empoli-Cagliari dal significato specifico estremamente importante per la classifica della Serie A. L’Empoli ci arriva davanti in graduatoria e sulle ali dell’entusiasmo visto il ruolino di marcia d’altra categoria, il Cagliari è penultimo ma vede le concorrenti tutte lì a poca distanza e si è guadagnato due pareggi consecutivi che danno speranza. Una gara che si preannuncia difficile, grintosa, arcigna. In cui la tecnica farà probabilmente strada alla voglia, alla fame, alla necessità di portare a casa il risultato. Insomma, una partita pronta a rispolverare vecchi ricordi di un calcio che non c’è più.

E lì, sul manto verde del Castellani, a guardare lo scorrere del match urlando, disperandosi, architettando la prossima sorpresa, troveremo i nostri protagonisti. Nicola ha creato i suoi momenti migliori guardando tutti dal basso, dai veri bassifondi della classifica. Crotone, Udine, Genova, Torino, Salerno: la lista è già clamorosamente lunga. Ranieri, dopo una carriera lunghissima fatta di tante squadre di alto livello, ha costruito il suo miracolo principale col team dal minor blasone, quella Leicester sconosciuta ai più portata sul tetto d’Inghilterra. Senza dimenticare la clamorosa stagione passata: trent’anni dopo aver lasciato Cagliari, torna sull’isola e con una rimonta “nicoliana” conquista la promozione.

Il segno distintivo di entrambi i tecnici, neanche a dirlo, è la capacità di prendere un gruppo di singoli calciatori, compattarlo e portarlo al livello di esprimere qualcosa di più della somma di ogni singolo. L’effetto Nicola a Empoli si è visto chiaramente: giocatori che sembravano spenti e demotivati sono stati rivitalizzati in pochi giorni, l’attacco asfittico ha iniziato a segnare a raffica e la difesa permeabile è diventata duro cemento armato. Di Ranieri, invece, parlano i fatti. Difficile immaginare un gruppo che rifiuta le dimissioni di un tecnico e lo convince a rimanere al timone della squadra, ma a Cagliari è andata così. Sir Claudio ne parla con grande umiltà, come se non fosse il suo modo di essere e di vivere il calcio il motivo per cui lui ha ricevuto la fiducia dei suoi giocatori mentre a Roma, a casa sua, non si muoveva una mosca quando Mourinho veniva esonerato.

Se il metodo è lo stesso, il risultato può arrivare per vie diverse. È curioso notare come, nelle tre vittorie guadagnate da Nicola sulla panchina azzurra, l’Empoli abbia segnato due volte nel primo quarto d’ora e una al 23’. Se l’inizio gara è spesso di grande impatto, anche il fine partita è importante, perché a Sassuolo e Salerno la partita si è decisa negli ultimi dieci minuti. Ma maestro della disciplina è proprio il Cagliari: la squadra di Ranieri ha segnato ben 5 reti nel recupero. Gli ingredienti ci sono, gli chef stellati pure: l’appuntamento è a domenica per una partita che, siamo sicuri, farà vivere grandi emozioni.




 

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