Il Tirreno

Empoli

«Reazione dopo tante sofferenze Adesso ci giochiamo la salvezza»

di Luca D’Alessandro
«Reazione dopo tante sofferenze Adesso ci giochiamo la salvezza»

Il patron Corsi: «Siamo in una situazione di equilibrio rispetto ai nostri avversari Lo stadio? Spero si possa presentare il progetto prima della fine del campionato»

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EMPOLI. «Sicuramente eravamo in un momento di difficoltà, fino a un mese e mezzo fa. Ora abbiamo messo il capo fuori. Una vittoria così, in Serie A e in trasferta, si saluta con un entusiasmo forse un po’ eccessivo ma, avendo accumulato qualche mese di tensione, questi risultati ci ripagano un attimo rispetto alle sofferenze. Da una situazione in cui qualcuno ci vedeva già morti noi abbiamo reagito, ora abbiamo trovato i risultati per giocarci la salvezza». Non è euforico come al fischio finale di sabato pomeriggio, pizzicato dalle telecamere di Dazn con le braccia al cielo, ma il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi rimane molto soddisfatto del periodo di forma che ha portato all’importante vittoria nello scontro salvezza di Sassuolo. La corsa però non è finita: «Siamo in una situazione di equilibrio rispetto ai nostri avversari ma il più è da fare: l’attenzione maggiore è che l’euforia non ci dia un effetto placebo, che la squadra non dia il 105% come sta facendo nelle ultime settimane. Stamattina (ieri, ndr) abbiamo subito controllato gli infortunati, si riparte con l’attenzione massima di tutti noi. Tutte le altre squadre che lotteranno per la salvezza stanno piuttosto bene e sono in corsa, comprese quelle che ci precedevano di tanti punti». Per l’Empoli vincere a Sassuolo è valso il 13esimo posto in classifica, ma anche una piccola rivalsa rispetto agli ultimi precedenti: «Nelle ultime due partite con loro abbiamo perso nel recupero. Ricordo bene un rigore al 94’ l’anno scorso e un gol molto discutibile quest’anno in casa. Così, verrebbe da riflettere, il calcio a volte ti ridà quello che ti sembra ti abbiano preso».

L’artefice di questo grande periodo di forma non può che essere Davide Nicola. «Io e Pietro Accardi abbiamo preso la decisione di assumerlo una domenica mattina, analizzando come la squadra quasi sempre faceva prestazioni convincenti ma senza risultati – racconta Corsi –. Era come se ci si fosse appiattiti rispetto agli eventi negativi. La reazione è stata quella di chiedersi cosa si poteva fare per scuotere il gruppo, non ci si può accontentare a metà campionato. Ci è dispiaciuto, perché abbiamo avuto due tecnici molto validi come Zanetti e Andreazzoli, ma la loro proposta sia tecnica che caratteriale non era sufficiente perché la squadra ci levasse le gambe». Il numero uno azzurro ricorda con dispiacere certi passaggi della stagione: «In passato mi è sembrato che dopo vittorie importanti come Napoli e Firenze invece di aumentare i giri si siano abbassati. Questo è un fattore che ho misurato e bisogna combattere: in questo senso Nicola è una garanzia, è un martello nel trovare gli stimoli giusti per tenere i ragazzi al massimo. Anche per i giocatori che subentrano, come si è visto nelle ultime partite».

Chi ha colpito molto per l’approccio avuto fin dai primi giorni con la squadra è il nuovo acquisto Niang: «Vederlo andare in palestra senza che nessuno gli dica nulla per prepararsi agli allenamenti, oppure presentarsi alla squadra da persona seria e da leader tecnico, è una cosa che abbiamo apprezzato tutti. Soprattutto i compagni. Sta avendo un atteggiamento esemplare». Le grandi prestazioni delle ultime settimane acquisiscono ancora più valore anche per il tema stadio: «Stiamo approfondendo con i partner e definendo i preventivi per l’opera. A differenza di cinque o sei anni fa i costi sono lievitati, rischiamo di spendere il doppio. Noi e chi ci accompagnerà stiamo cercando di chiudere il cerchio, mi auguro nel giro di uno o due mesi. Spero che prima della fine del campionato si possa presentare il progetto. Poi l’amministrazione comunale avrà 60 giorni per valutarlo, ma abbiamo sempre avuto la loro disponibilità. Non sono loro a essere in ritardo ma noi ad aver avuto un paio di intoppi».  

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