Gioco
Empoli, nelle mani di Elia Caprile. Il portierino ora vuole fare la storia
Fin qui ha parato il 77,5% dei tiri, meno solo dei big: da Sommer a Szczesny
EMPOLI. Da punto interrogativo a certezza. A suon di ottime prestazioni, e di parate di spessore, Elia Caprile si è ormai preso la porta dell’Empoli, superando nelle gerarchie la concorrenza dell’esperto Etrit Berisha. Un’ascesa, quella dell’estremo difensore classe 2001, auspicata dal club azzurro l’estate scorsa al momento dell’acquisto in prestito dal Napoli, ma non così scontata in virtù di un inizio di stagione tutt’altro che semplice. Arrivato al Castellani-Computer Gross Arena da successore designato di Guglielmo Vicario, l’ex Bari ha infatti esordito nella massima serie con un’uscita a vuoto costata il gol realizzato da Federico Bonazzoli in Empoli-Verona 0-1 del 19 agosto, seguita da un infortunio (distorsione della caviglia) che l’ha relegato ai box per più di un mese. Poi, dopo una lunga serie di panchine, il ritorno in campo il 22 dicembre, nel turno prenatalizio contro la Lazio. La formazione di Sarri vince 2-0 grazie alle reti di Guendouzi e Zaccagni, ma quella partita per Caprile segna l’inizio del riscatto: otto gare, nove gol subìti e tre clean sheet (Cagliari-Empoli 0-0, Empoli-Monza 3-0, Empoli-Genoa 0-0), con un rendimento in crescendo che gli permette di conquistare immediatamente la fiducia di mister Davide Nicola.
Proprio sotto la guida del tecnico di Luserna San Giovanni, il numero 25 sta vivendo il suo momento migliore, di pari passo con quello della squadra. Analizzando i dati elaborati da Fbref e Understat riguardante la percentuale di parate nei primi cinque campionati europei per rilevanza, Caprile può vantare un dato pari al 77,5%, inferiore solo a quello di sei portieri in Serie A tra chi ha giocato almeno otto gare per intero: in ordine Yann Sommer, Michele Di Gregorio, Vanja Milinkovic-Savic, Marco Carnesecchi, Pietro Terracciano e Wojciech Szczesny. I numeri, ma non solo: dopo essersi distinto già nel pareggio a reti bianche contro il Genoa, venerdì scorso, all’Arechi di Salerno, Caprile si è esaltato con una serie di interventi decisivi per il raggiungimento di un successo importantissimo in chiave salvezza.
A spiccare, in particolar modo, è stato il riflesso sul tiro a botta sicura dal limite dell’area di Grigoris Kastanos negli istanti finali della prima frazione di gioco: un intervento tra i più belli e difficili dell’ultimo weekend di Serie A, che ha acceso ancor di più i riflettori sul rendimento e sulle doti del portiere nato a Verona ma originario di Napoli. Non sorprendano, dunque, le prime voci di mercato in vista della prossima stagione, con lo stesso Napoli (club proprietario del cartellino) e la Roma che sembrerebbero averlo messo nel mirino per raccogliere l’eredità rispettivamente di Alex Meret e Rui Patricio. Interrogato sul futuro del proprio assistito da Calciomercato.it, l’agente Graziano Battistini, però, ha chiuso al momento ogni sussurro nella settimana che porterà l’Empoli all’atteso derby in programma domenica alle ore 15 al Carlo Castellani-Computer Gross Arena: «La prossima partita è Empoli-Fiorentina, ed è già troppo in là per parlare di futuro. Quindi, figuriamoci del parlare del mercato di quest’estate. Manca ancora tutto il girone di ritorno, preferirei parlare del presente».
Sulla stessa lunghezza d’onda lo stesso Caprile, intervistato nell’ambito di Dazn Talks: «Già essere in Serie A all’Empoli è tanta roba. Da bambino sognavo di giocare in Serie A e il club azzurro mi ha dato questa possibilità. Poi è ovvio che una squadra in cui vorrei giocare ce l’ho in futuro, credo sia anche facile da intuire, ma è ancora presto. L’inizio ad Empoli non è stato dei migliori, ma ho lavorato duro per tornare al 100% e adesso voglio solo aiutare la squadra a centrare un obiettivo veramente importante e storico».
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