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Calcio serie A

Niang. Carattere e concretezza. La “prima” è già da protagonista

M’Baye Niang festeggiato da Luperto dopo il rigore guadagnato da Fazzini e trasformato dall’attaccante poco dopo il suo esordio con l’Empoli (foto Empoli Fc)
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M’Baye Niang festeggiato da Luperto dopo il rigore guadagnato da Fazzini e trasformato dall’attaccante poco dopo il suo esordio con l’Empoli (foto Empoli Fc)

Per la punta gol e assist all’esordio: sono bastati 20 minuti per guadagnarsi la fiducia. Con la vittoria di Salerno, l’Empoli guarda con più ottimismo all’obiettivo salvezza 

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EMPOLI. Ci sono momenti di una singola partita in grado di cambiare, in una manciata di secondi, una stagione intera. Anche se mancano 14 partite alla fine del campionato. Ti stai giocando uno scontro diretto salvezza in trasferta, sei da poco stato raggiunto sull’1-1 dopo aver giocato un ottimo primo tempo. Hai anche sofferto un po’, poi un lampo in area di rigore avversaria. L’arbitro che fischia il rigore, il Var conferma la decisione. Eccolo lì il momento, quello dell’Empoli di mister Nicola di scena venerdì sera all’Arechi di Salerno. L’ultimo arrivato nel mercato invernale, M’Baye Niang, è fermo sul dischetto. Vuole tirare lui. Cancellieri vuole fare altrettanto, arriva anche capitan Luperto per provare a convincere uno dei due a demordere. Ma loro restano lì, fermi sulle loro posizioni. Si aggiunge tensione a tensione. Se Niang quel rigore lo dovesse sbagliare potrebbe diventare ciò che di più vicino va alla sciagura sportiva. Alla fine il bomber franco-senegalese batte, spiazza il portiere e diventa l’eroe della gara. Non solo, poco dopo fa da assist man proprio a Cancellieri che mette i panni di Lionel Messi, fa sedere comodamente al bar un difensore con una finta e spara col sinistro in rete. Apoteosi azzurra e 1-3 finale, stagione ancora lunga ma che prende una piega incredibilmente più dolce rispetto a quanto accaduto fino a 4 partite fa.

L’Empoli vince con la Salernitana, mister Nicola incamera 8 punti in 4 gare e fa un bel dispetto alla Salernitana che aveva salvato una stagione e mezzo fa dopo un avvio disastroso. E provoca, anche se indirettamente, l’esonero di un certo Pippo Inzaghi. Quel momento lì diventa un momento tinto di azzurro. E il protagonista è proprio Niang, entrato dalla panchina ma, lui come Fazzini (in grado di procurarsi il penalty) e Cancellieri, eroe di Salerno. «Non era una finale questa, ma certamente una gara di vitale importanza per noi – spiega Niang a fine gara –. Sapevamo come volevamo giocare questa partita e che tutta la rosa, anche chi partiva in panchina, doveva farsi trovare pronto. Certe partite si vincono anche nei minuti finali. Un successo che ci ripaga del lavoro che stiamo facendo. Il rigore? Era pesante ma in certi momenti bisogna restare freddi. E io ho pensato solo a fare gol escludendo tutto il resto». Niang non è ancora al meglio, ma questo gol può dare fiducia a lui e anche a tutto il gruppo. «La squadra mi ha accolto molto bene. Io sono arrivato con molta voglia, anche se non ho il ritmo per i 90’. Sono entrato, però, senza fare calcoli. E farò di tutto per tornare in forma, il mister ci sta dando fiducia a tutti e con lui facciamo un grande lavoro».

Il migliore in campo, ancora una volta vicinissimo al primo gol stagionale che (stra)meriterebbe è Cambiaghi. «Non dobbiamo montarci la testa – spiega l’esterno d’attacco azzurro –. Abbiamo dimostrato di non mollare mai, di essere sempre pronti in tutte le situazioni della partita. E i cambi dalla panchina hanno aiutato la squadra, sono entrati tutti benissimo. Siamo squadra vera, compatta e ci aiutiamo uno con l’altro». Niang e Cambiaghi parlano di forza del gruppo e lavoro duro. Due punti di forza del mister delle salvezze miracolose, Davide Nicola. «Nel primo tempo abbiamo giocato bene, soffrendo solo dal 35’ in poi e fino al pareggio della Salernitana – racconta il mister –. La nostra bravura è stata proprio lì, di non disunirci troppo. Senza strafare, perché fisicamente non siamo al meglio. Nel momento in cui la Salernitana cercava di vincere la gara abbiamo trovato più spazi. Sono entrati 3-4 giocatori che dando il cambio hanno trovato giocate decisive. Dobbiamo migliorare? Sì, nei tempi di passaggio tra la fase difensiva e quella offensiva e viceversa. Dobbiamo farlo più velocemente. E non pensare che questi 21 punti significhino che siamo salvi. La strada è lunga e la quota salvezza si alzerà».
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