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Accardi Il mercato ai raggi X. «Cedere Baldanzi, un’opportunità»

di Francesco Bartalini

	Il ds Accardi (Foto Empoli Fc)
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Il ds Accardi (Foto Empoli Fc)

Il ds: «Il club non si sente affatto indebolito. Qui è sempre il gruppo che esalta il singolo

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EMPOLI. «Perché abbiamo ceduto Baldanzi? Quando ci sono queste opportunità, sia per il giocatore che per la società, dobbiamo prenderne atto e valutarle. Ci sono momenti dove siamo più forti e possiamo decidere di non vendere, altri invece dove non possiamo farne a meno. Non ci sentiamo indeboliti dalla partenza di Baldanzi, anche perché a Empoli non è il singolo a fare la differenza, ma è il gruppo che esalta il singolo». Non poteva che aprirsi con un commento sulla trattativa che ha portato pochi giorni fa al trasferimento di Baldanzi in giallorosso la conferenza stampa che ieri pomeriggio ha tenuto Pietro Accardi per fare il punto della situazione in casa Empoli dopo la chiusura del mercato invernale. «La volontà della società - ha continuato il Ds azzurro - è quella di fare un certo tipo di percorso di crescita con i giovani. Noi siamo consapevoli che Empoli per loro è un trampolino verso palcoscenici più importanti. Stiamo parlando di una società come la Roma, quando arrivano certe offerte devi sempre tenere in considerazione certi meccanismi».
Quella di Baldanzi è stata l’unica grande cessione fatta a gennaio dall’Empoli, che ha deciso di non ascoltare offerte per Fazzini, l’altro pezzo pregiato tra i più giovani e promettenti giocatori della sua rosa. «Non abbiamo mai avuto l’idea di vendere Fazzini - ha confermato Accardi - Sappiamo che è stato attenzionato da diversi club, ma deve ancora crescere e pensiamo possa darci una mano sia ora che nel prossimo futuro». Passando invece sul fronte degli acquisti, la mossa che ha fatto sicuramente più scalpore è stato l’arrivo a Empoli di Niang, uno che in carriera vanta 26 presenze tra Champions ed Europa League. La trattativa che ha portato l’ex Milan alla corte di Davide Nicola non è stata priva di colpi di scena, ma Accardi ci ha tenuto a mettere i puntini sulle i per chiarire un paio di aspetti: «Vi posso assicurare che non appena abbiamo contattato Niang, lui ci ha dato subito la sua disponibilità per venire a Empoli. Poi, per colpa di alcune dinamiche, abbiamo dovuto aspettare qualche giorno in più per chiudere la trattativa, ma nonostante avesse altre richieste lui ha sempre detto di voler giocare per l’Empoli. La sua parola non è mai stata messa in dubbio. Ha deciso di mettersi in discussione, è arrivato senza pretese con un contratto di 6 mesi che può essere rinnovato se verranno rispettate un paio di clausole legate a obiettivi sia di squadra che personali. Con Niang e Cerri abbiamo completato il reparto offensivo inserendo giocatori con un certo tipo di caratteristiche che prima ci mancavano». Chi, invece, è tornato a vestire la maglia dell’Empoli è Zurkowski, che ha lasciato subito il segno con 4 gol in altrettante presenze. «Zurkowski - ha ricordato Accardi - è un figlio di Empoli. Volevamo riportarlo a casa perché è un ragazzo che ci può dare tanto sia da un punto di vista fisico, tecnico e tattico, ma anche come senso di appartenenza perché lui ama questo ambiente ed è un qualcosa che si vede in tutto quello che fa». Infine, il Ds azzurro ha speso due parole anche sui movimenti fatti in difesa, tra la firma di Goglichidze e l’aver mandato Guarino in prestito al Modena: «Goglichidze lo seguivamo da tre anni su suggerimento di Mchedlidze, che chiamò a me e al presidente Corsi per dirci che si era allenato con questo giovane molto interessante. È un ragazzo sveglio e capisce molto velocemente cosa gli chiede il mister. Dobbiamo dargli il tempo per crescere, per noi è un giocatore di grande prospettiva. Guarino ha vissuto 6 mesi non facili. Si è fatto male spesso e ora che era vicino al rientro abbiamo preferito mandarlo a Modena per dargli la possibilità di giocare con continuità». 
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