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Empoli Gli azzurri al bivio Genoa Dopo la rinascita servono certezze

di Francesco Bartalini
Empoli Gli azzurri al bivio Genoa Dopo la rinascita servono certezze

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EMPOLI. Dopo aver vinto con il Monza e aver pareggiato con la Juve, il testa a testa di oggi con il Genoa è un altro crocevia piuttosto interessante del cammino dell’Empoli targato Davide Nicola. La mano del tecnico di Luserna San Giovanni ha già lasciato il segno con gli azzurri, non solo per il passaggio dal 4-3-1-2 al 3-5-2, ma perché da un paio di settimane a essere cambiato sembra proprio l’atteggiamento con il quale gli azzurri scendono in campo. «Sono soddisfatto – conferma Nicola nella conferenza stampa pre-gara – della mentalità che i ragazzi mettono in allenamento. Ogni partita ci permette di mettere alla prova il lavoro che facciamo durante la settimana, di acquisire certi comportamenti e di proporne altri. C’è ancora molto da fare, in questi giorni abbiamo messo più attenzione su certe priorità e stiamo cominciando a introdurre anche altre cose che per noi sono fondamentali». Empoli-Genoa è la prima partita che gli azzurri giocano dopo la fine della sessione di calciomercato invernale. Durante il mese di gennaio, gli azzurri non hanno rivoluzionato la squadra, andando come sempre a inserire in rosa giocatori funzionali alla filosofia di calcio proposta dal proprio allenatore senza farsi prendere dall’impeto di voler cambiare qualcosa solo per il gusto di farlo. Una gestione della squadra che Nicola sposa in pieno: «Sono contento del mercato che abbiamo fatto. Abbiamo fatto un’analisi attenta e abbiamo valutato che questo gruppo ha tutte le qualità che servono per sviluppare un certo tipo di gioco. Sia in uscita che in entrata abbiamo fatto le operazioni che erano necessarie da fare. Quanto ci vorrà per portare tutti al massimo livello del loro potenziale? Non so dirlo con certezza, ma non è certo un problema. Il nostro obiettivo ora è integrare chi è ai box e non vede l’ora di unirsi al gruppo. Altri hanno già ripreso a lavorare con la squadra, decideremo se sfruttarli dall’inizio o a gara in corso. C’è chi in questo momento ha solo mezz’ora di alto livello e a me basta. Ai miei giocatori chiedo di fare la differenza per loro stessi e per la squadra per quello che hanno e che verranno impiegati». Tra chi si è rivisto questa settimana di nuovo in gruppo dopo essere stato in infermeria per un po’ di tempo c’è Kovalenko, giocatore che ha colpito fin da subito Nicola per la sua dedizione. «Ha una mentalità – sottolinea il tecnico – da atleta importante. Nel mio scacchiere è un calciatore universale. Deve entrare in campo con la sicurezza mentale di non aver paura prima di un contatto con un avversario. Vogliamo dare a tutti la chance di giocare e di portare dei vantaggi alla squadra». Con ogni probabilità, l’ucraino partirà dalla panchina con l’opportunità di entrare a gara in corso a seconda di come si metterà la partita. Rispetto alla formazione titolare vista contro la Juve, non dovrebbero esserci grandi variazioni. Il punto di riferimento offensivo sarà ancora Cerri, visto che Niang deve ancora prendere confidenza con l’ambiente, Destro non è al 100% e Caputo è ancora out. Attorno all’ex Como ci sarà spazio per Cambiaghi e Zurkowski, più che confermati dopo le ottime performance delle ultime settimane. In mezzo al campo saranno Grassi e Maleh ad avere il compito di fare da filtro e di impostare il gioco, con Gyasi a destra e Cacace a sinistra. Il pacchetto difensivo non dovrebbe subire modifiche, con Caprile tra i pali e la linea a tre composta da Walukiewicz, Ismajli e Luperto.


 

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