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Empoli. Assalto alla capolista. Gli azzurri sognano l’impresa

di Paolo Nencioni
Gli azzurri festeggiano con i tifosi
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Gli azzurri festeggiano con i tifosi

Allo Stadium la squadra di Nicola vuole provare a fermare la Juventus. L’allenatore conferma il 3-4-2-1: «La nostra identità può fare la differenza»

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EMPOLI. Conoscere se stessi per affrontare gli altri, anche quelli che in teoria, ma anche in pratica, sono molto più forti di te. Questo il mantra di Davide Nicola alla vigilia di uno Juventus-Empoli che è quasi un testa-coda a pronostico chiuso. Tanto per avere un’idea, i siti di scommesse danno praticamente per scontato almeno un gol della Juve e quotano un successo degli ospiti oltre il 10. Missione impossibile, dunque? Non è detto, tenuto conto di quanto è successo due anni fa con quel gol di Mancuso che gelò lo Stadium e dei tre più recenti di Zurkowski al Monza che hanno rianimato gli azzurri nel momento più buio.

Non impossibile, ma certo difficilissima. «Il coefficiente di difficoltà si alza – ne prende atto in maniera scontata il tecnico che ha sostituito Andreazzoli sulla panchina dell’Empoli –. Incontriamo una squadra nella quale è difficile trovare punti deboli. Anche per questo abbiamo lavorato sulla nostra identità da portare in giro sui campi. Questo può fare la differenza. Per fare certe imprese bisogna prima di tutto avere la conoscenza di se stessi».

Nicola a Torino con tutta probabilità riproporrà lo stesso sistema di gioco che ha funzionato col Monza, forse anche con gli stessi interpreti. Dunque difesa a tre, quattro centrocampisti (almeno uno dei quali pronto a scalare sulla linea della difesa) e due trequartisti alle spalle dell’unica punta. Due i possibili ballottaggi, quello tra Bereszynski e Cacace (a seconda di dove sarà schierato Gyasi, a destra o a sinistra) e quello tra Cambiaghi e Cancellieri dietro all’unica punta Cerri. Szymon Zurkowski in questo momento è una certezza dopo le quattro reti nelle ultime due uscite, ma è scontato che riceverà attenzioni speciali dal centrocampo e dalle difesa bianconera. La lista degli indisponibili, intanto, è sempre molto lunga: Bastoni, Kovalenko, Ebuehi, Guarino, Caputo, Destro. Mentre Baldanzi si è allenato decentemente e Pezzella è partito con gli altri.

Di questi ultimi giorni di mercato Nicola preferisce non parlare («È una distrazione, ci penseremo dopo») ma sembra sempre più vicino l’ingaggio di M’Baye Niang per dare forza a un attacco finora asfittico. Sollecitato su condizioni e prospettive di Baldanzi e Cancellieri, Nicola giura che in questo sistema di gioco ci possono stare, partendo dalla necessaria premessa che il suo obiettivo è di valorizzare le caratteristiche dei giocatori, col massimo della flessibilità.

Quella di oggi pomeriggio allo Stadium potrebbe non essere una partita come tutte le altre per un tecnico che, sia da giocatore che da allenatore, si porta dietro un pezzo di Toro, ma Nicola fa mostra di non pensarci: «Quando un allenatore sposa una causa ne diventa un tifoso. Rispetto tutti, ma a me interessa solo l’Empoli. Giochiamo in uno stadio importante, questo ci deve dare il gusto di verificare quello che possiamo fare, imparare a gestire le emozioni. Siamo curiosi e vogliosi». E se col Monza è finita con un possesso palla di 72 a 28 a favore degli ospiti, a Torino potrebbe andare alla stessa maniera. «Se il possesso palla è finalizzato alla conquista di spazi allora va bene – chiarisce Nicola –. Se invece la tengo per vedere che cosa succede non va bene. Intendiamoci, se possibile è meglio avere la palla tra i piedi. E poi c’è l’avversario: quando ha qualità diverse dalle tue è importante adottare la strategia giusta. Ma quando la palla ce l’abbiamo noi dobbiamo essere lucidi e veloci». Facile a dirsi, un po’ meno a farsi in uno stadio al completo dove la Juve si presenta per la prima volta da capolista. La missione dell’Empoli sarà quella di rompere le uova nel paniere.


 

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