Sicurezza
Empoli. Riflessioni in corso
Il ko di Verona non va giù a nessuno: fa male la classifica e pure l’infermeria piena. Faccia a faccia tra i dirigenti: può tornare Zanetti, ma si studiano anche altre idee
EMPOLI. Sono ore di riflessione, queste, in casa Empoli. Confronti, faccia a faccia e, soprattutto, analisi dei dati perché è evidente che qualcosa, in squadra, non va. I conti non tornano: sono 13 le sconfitte stagionali in A (su 20 giornate), di cui quattro arrivate nelle ultime cinque giornate. Alle spalle, staccata di una sola lunghezza, c’è solo la Salernitana: il colpo di coda del Cagliari col Bologna, ha riscritto la classifica e ora serve una scossa vera, sotto tutti i punti di vista. Sì, serve un contributo importante dal mercato – non a caso il club è alla ricerca di una prima punta “strutturata”, capace di poter recitare un ruolo da protagonista cercando di trascinare fuori, a suon di gol, gli azzurri dalle paludi della classifica -, ma sa solo potrebbe non bastare.
Sulla graticola è finito anche l’allenatore, Aurelio Andreazzoli subentrato il 19 settembre 2023: la scossa, rispetto a prima, c’è stata, ma si è viaggiato troppo sull’otto volante della discontinuità. E poi, il tarlo più grosso con cui fare i conti è la lista ogni giorno più lunga di stop legati a problemi muscolari. Gli ultimi due ad essersi fermati sono stati Baldanzi (risentimento alla coscia sinistra) e Destro (risentimento all’adduttore), ma si vanno a sommare a Ebuehi e Bastoni, fermati entrambi da un fastidio al bicipite femorale. Ai box, comprendendo anche i traumi contusivi ci sono pure Caputo (caviglia), Ismajli (costato), Kovalenko (trauma toracico) e Pezzella (frattura al malleolo): praticamente quasi una squadra, se non un campanello d’allarme quasi.
Fin qui, non si sarebbe aperto nessun altro scouting coinvolgendo altri allenatori: c’è consapevolezza di quanto sia delicata la situazione, il primo passo è quello riuscire a rimettere la barra al centro, per provare così ad uscire dalla tempesta. L’ipotesi logisticamente più semplice sarebbe quella di richiamare alla base Paolo Zanetti, allontanato dalla panchina azzurra dopo le prime cinque partite della stagione, tra campionato e Coppa Italia (5 sconfitte, col record negativo di un solo gol realizzato, in Coppa Italia al Cittadella, e un passivo esagerato di 14 reti incassate, in media quasi tre a gara). L’allenatore di Valdagno è ancora a libro paga della società del presidente Corsi e una sua eventuale richiamata non andrebbe a gravare sul bilancio della società. Si rifletterà fino all’ultimo, consapevoli di essere, tutti, ad un bivio: per cercare di conquistare quella terza salvezza consecutiva dal sapore di storia, d’ora in avanti non si potrà sbagliare davvero nulla.
È per questo che in casa Empoli si è preso tempo per valutare con attenzione ogni dettaglio. La sensazione è che il cambio della guardia, in secondo in questa stagione, possa essere imminente: proprio per questo ci si starebbe guardando intorno per capire dove direzionare il navigatore. Non si escludono contatti con tecnici che, in passato, sono stati osservati con attenzione, da Davide Nicola, fino a Marco Giampaolo, Luca Gotti o ancora Leonardo Semplici, tra gli allenatori d’esperienza sul mercato in queste settimane. La squadra ha assolutamente bisogno di rimettersi in carreggiata, se non altro per non buttare via quanto di buono comunque visto in questa prima parte della stagione.
Il presidente Corsi e il suo ds Accardi riflettono: eventuali accelerate sono attese per la giornata di oggi. Anche perché c’è da preparare la sfida contro il Monza in programma domenica al Castellani-Computer Gross Arena e sbagliare ancora potrebbe essere letale.
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