Gioco
Maldini saluta in anticipo e se ne va. Ranocchia vuole restare in azzurro
L’operazione Cerri rallentata dal Genoa. Dalla Francia: Empoli su Balotelli
EMPOLI. È arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia della fine del prestito a Empoli di Daniel Maldini. Il rampollo di una delle famiglie più importanti del calcio italiano era approdato in Toscana con una formula che prevedeva il diritto di riscatto per gli azzurri e di controriscatto per il Milan, invece dopo soli sei mesi l’esperienza si è chiusa con 262 minuti passati in campo in 7 presenze, senza registrare gol o assist. Troppo forte l’interesse di Adriano Galliani, plenipotenziario del Monza, di avere anche la terza generazione della famiglia Maldini nella sua squadra.
Come svelato in un’intervista online poco dopo l’ufficialità del trasferimento, lo stesso Daniel e suo padre Paolo hanno ritenuto la partenza da Empoli la mossa migliore per la sua carriera. Dichiarazioni che si accoppiano a quelle di Rebecca Corsi rilasciate poco prima di Empoli-Milan, in cui la vice presidente e amministratrice delegata azzurra ha spiegato come il giocatore aveva avuto difficoltà all’inizio della sua storia in Toscana. Problemi che, a quanto pare, non sono stati del tutto superati, se Maldini ha poi deciso di interrompere in anticipo il prestito. È un peccato non aver visto in campo il potenziale che la società aveva intravisto nel giocatore in estate e per cui si era impegnata fortemente per ottenerlo.
Guardando alla rosa empolese, la partenza di Maldini non dovrebbe essere sofferta eccessivamente dal gruppo di Andreazzoli. Col ritorno al 4-3-1-2 l’ex rossonero andava a svolgere il ruolo di vice-Baldanzi come trequartista centrale; un ruolo che però possono ricoprire anche altri giocatori come Kovalenko, che con l’arrivo di Zurkowski dovrebbe lottare ancor di più per trovare spazio come mezzala destra, e magari lo stesso Cambiaghi che in queste ultime gare sta giocando da seconda punta. Più difficile sarebbe coprire la partenza di un altro giocatore in prestito molto chiacchierato in questi giorni, quel Ranocchia fortemente voluto dal Palermo in Serie B che attualmente è visto come l’unico ricambio per Grassi in cabina di regia. Una sua eventuale partenza porterebbe probabilmente la società a dover operare sul mercato, per quanto ci sia sempre Marin pronto a subentrare nel ruolo. Ma la situazione del centrocampista di proprietà della Juventus è tutta in divenire: i bianconeri hanno ottenuto i soldi per acquistare Tiago Djaló del Lille dalla cessione di Dragusin del Genoa al Tottenham, così non hanno più necessità impellente di denaro, e la volontà di Ranocchia parrebbe essere quella di non scendere di categoria.
Se non sembrano mancare alternative al centro del campo, soprattutto dopo il ritorno di Zurkowski, rimane da potenziare un reparto offensivo bloccato se non si conta l’eterno Caputo. Cercare gli uomini giusti sarà, in pieno stile Empoli, un lavoro certosino a metà tra scouting accurato e approfittare delle giuste occasioni. Al momento, l’unica vera trattativa in corso è quella col Como per Cerri, in parte rallentata dall’inserimento del Genoa in cerca di un vice-Retegui dalle simili caratteristiche fisiche della punta oriunda. Sembrano solo stravaganze intriganti di mercato quelle che vorrebbero gli azzurri alla ricerca di profili come Nzola della Fiorentina o addirittura Mario Balotelli, fermo da metà novembre per un problema al ginocchio e sulla via di rescindere il suo contratto con l’Adana Demirspor ma molto attivo sui suoi social e genericamente online. Secondo un portale francese, l’ex attaccante della Nazionale sarebbe cercato da Udinese, Salernitana ed Empoli: ma lo stesso agente del giocatore, pochi giorni fa, aveva dichiarato che dall’Italia non era arrivata nessuna offerta per il suo assistito.
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