Il Tirreno

Empoli

Contro il Cagliari con il 4-3-1-2 E Caputo scalpita per rientrare

di Luca D’Alessandro
Contro il  Cagliari con il 4-3-1-2 E Caputo scalpita per rientrare

Empoli Andreazzoli intenzionato a cambiare ancora una volta il modulo iniziale  Dopo l’infortunio, per il capocannoniere azzurro si avvicina il ritorno in campo

29 dicembre 2023
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EMPOLI. Di Ciccio Caputo non si può fare a meno, meno che mai con l’avvicinarsi di uno scontro salvezza fondamentale come quello contro Sir Claudio Ranieri. Sembra questa la direzione in cui si muove Aurelio Andreazzoli nel preparare la pericolosa trasferta in terra sarda di sabato pomeriggio in cui l’Empoli giocherà contro il Cagliari. Nessun timore per la punta trentaseienne dopo il ritorno in gruppo in seguito al secondo infortunio di stagione: troppo importante l’esperienza, il fiuto del gol, il lavoro sporco a disposizione della squadra messo in campo dal bomber di Altamura per potersene privare quando in palio ci sono punti pesantissimi, oltre che una decisa iniezione di entusiasmo per andare ad affrontare nel migliore dei modi il girone di ritorno. L’utilizzo di Caputo è ancora più cruciale se avverrà definitivamente il ritorno al 4-3-1-2, modulo prediletto dell’Empoli e di mister Andreazzoli. La svolta tattica sembrava già pronta per la precedente gara contro la Lazio, nonostante l’assenza di Caputo, ma il tecnico massese aveva poi preferito uno schieramento senza punte di ruolo con il duo Cambiaghi-Cancellieri affiancato da Maldini. Il ritorno del capocannoniere della squadra sembra invece costituire l’occasione perfetta per sfoggiare il nuovo vestito, che tanto nuovo non è: una prima punta a fare da riferimento avanzato, una seconda punta che ha licenza di svariare sulla fascia prediletta e un trequartista centrale altrettanto libero di occupare altre zone di campo. Una situazione che dovrebbe essere perfetta anche per il ritorno di Tommaso Baldanzi nel suo ruolo preferito, ma sul gioiellino di Poggibonsi si sta applicando decisamente più cautela: dopo 14 minuti contro il Torino e 28 contro la Lazio, è ancora presto per dire se sarà ritenuto pronto per partire dall’inizio per la prima volta dal 6 ottobre scorso. Se non dovesse essere Baldanzi a giocare da numero dieci dello schieramento, la lotta a una maglia da titolare sarebbe avvincente: Cambiaghi sembra indirizzato più a ricoprire il ruolo da spalla di Caputo, Cancellieri andrebbe seriamente adattato al ruolo, Maldini non ha impressionato contro i biancocelesti ma rappresenterebbe la scelta scolasticamente più azzeccata, senza dimenticare anche Kovalenko e un possibile avanzamento di Fazzini sulla trequarti.

Dubbi che forse troveranno una soluzione, come di consueto per Andreazzoli, poche ore prima del calcio d’inizio. Un’indicazione può arrivare dall’analisi dell’avversario, quel Cagliari che ha un punto in classifica più degli azzurri grazie a dei veri e propri miracoli occorsi una volta finiti i classici novanta minuti. Sono infatti quattro le reti segnate dopo l’inizio del recupero, una statistica in cui i sardi primeggiano insieme ad Atalanta e Roma. È altresì indicativo che i quattro gol siano arrivati tutti da attaccanti, e ben tre di questi da un vero spauracchio dell’area di rigore come Pavoletti, mentre l’ultimo porta la firma del ritrovato Lapadula. La squadra di Ranieri ha in generale un attacco mediamente prolifico con sedici reti all’attivo e predilige sicuramente andare all’arrembaggio nella ripresa, visto che di queste tredici sono arrivate nei secondi quarantacinque minuti. Anche perché l’eroe di Leicester non ha paura a buttare nella mischia molte prime punte per cercare di ribaltare la situazione in campo.

Dati molto più vicini a quelli dell’Empoli si vedono sulla difesa: 30 reti subite dagli azzurri, 31 dai rossoblù, e con una distribuzione pressoché identica nei vari segmenti di partita. Mister Ranieri, ancor di più che Andreazzoli, ama anche variare i suoi uomini: spesso si è vista l’alternanza tra una linea difensiva schierata a tre o a quattro elementi, mentre davanti ha in rosa molti uomini d’area di grande esperienza.


 

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