Gioco
Letali in trasferta e con le grandi A Torino per l’esame di maturità
Empoli Domani l’occasione per ricominciare a correre e conquistare punti
EMPOLI. Ancora letali, ancora in trasferta. L’Empoli di Andreazzoli sa bene come fare. Contro il Torino di Juric l’esame è di quelli che contano: dopo aver steso, lontano dalla Castellani-Computer Gross Arena, Napoli e Fiorentina, rispettivamente sesta e settima forza del campionato, e aver rimontato all’iniziale svantaggio subìto dal Genoa, ecco che gli azzurri aspettano solo di poter fare un passo in più in avanti. Dei 12 punti messi insieme fin qui, sette sono arrivati in gare esterne: l’obiettivo è quello di alzare l’asticella, mettendo insieme la spregiudicatezza dei giovani e l’esperienza dei senatori, che da sempre è il mix vincente della società del presidente Corsi. Andreazzoli, dal suo arrivo in panchina, sta viaggiando alla media di poco più di un punto a partita, 1,09 per la precisione, pur avendo dovuto fare i conti con diversi forfait in squadra. Adesso, però, le pedine stanno tornando al loro posto, a cominciare da Baldanzi, il primo a rompere il ghiaccio sul fronte dei gol segnati in questa stagione. Certo, dopo il problema accusato in Nazionale, avrà bisogno di tempo per ritrovare la condizione migliore, ma la consapevolezza di poter contare sulle sue qualità è già un vantaggio, aspettando di vederlo salire in cattedra, come accaduto a tanti altri baby. La strada verso la salvezza – sarebbe la terza consecutiva e avrebbe il sapore della storia – è ancora lunga, ma la direzione è sicuramente quella giusta. Basta vedere le ultime due gare, con le altrettante rimonte che hanno permesso comunque di muovere la classifica e di restare attaccati all’Udinese, sperando di consumare il sorpasso (almeno per una notte) già domani sera, con uno sgambetto all’ex Ricci e ai nuovi compagni. La sfida, al Grande Torino, sarà totale. C’è anche da riprendersi un pizzico di credito con la fortuna perché, se Juric ha schiumato rabbia, nell’ultima gara giocata col Frosinone, per il palo colpito da Ilic, l’Empoli è tra le squadre che ha visto i propri sogni schiantarsi più volte sui montanti (6, 2 volte con Marin, poi con Maleh, Baldanzi, Gyasi e Cancellieri). È vero, i granata sono la quinta miglior difesa della Serie A, Milinkovic-Savic ha tenuto la propria porta inviolata quasi una volta su due (7 clean sheet su 15 partite giocate), ma è proprio quando gli ostacoli sono alti che gli azzurri hanno saputo mostrare la versione migliore di sé. Le consapevolezze non mancano, c’è solo da trovare il guizzo giusto per alimentare l’autostima, esattamente come ha mostrato di saper fare Kovalenko, capace di lasciare il segno, tra gol e assist, subentrando ogni volta dalla panchina.
Andreazzoli ha trovato la chiave per tenere tutti al centro del progetto, ciascuno pronto a recitare la parte da protagonista al momento giusto. Sta cesellando Cancellieri, uno che ha detto avere «qualità importanti», così come sta forgiando Stiven Shpendi: l’ex Cesena ha certo bisogno di farsi grande, ma il talento non si improvvisa e il tecnico azzurro che di giovani ne ha lanciati tanti lo sa benissimo. Il calendario sorride a metà: da qui alla fine del girone d’andata, oltre al Torino domani sera, gli azzurri incroceranno sul proprio percorso due big (Lazio e Milan, sempre in casa) e pure una diretta concorrente per la salvezza, il Cagliari di Ranieri che è riuscito a mettere al tappeto il Sassuolo in pieno recupero con una rovesciata di Pavoletti. È nelle difficoltà, però, che l’Empoli ha sempre dimostrato di sapersi esaltare. L’occasione è quella giusta per ricominciare a correre e mettere in un angolo, critiche e mugugni, tornando a regalare emozioni ai propri tifosi, da sempre schierati al fianco della squadra. Poi, ci sarà anche tempo di pensare ai correttivi sul mercato, visto che alla prossima sessione invernale, ormai mancano soltanto poche settimane. Ma intanto, c’è da provare a gettare le basi per un nuovo presente. Andreazzoli ha già rovesciato la prospettiva, trovando la cura per una prima rinascita. C’è da seguire il percorso, osando laddove possibile. Già in trasferta, a Torino.
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