Sicurezza
Empoli La grinta non basta. Punto che non fa la differenza
Contro il Lecce gli azzurri riescono a recuperare l’errore di Berisha. Il Castellani rimane un tabù da sfatare, da oggi Baldanzi rientra in gruppo
EMPOLI. La buona notizia è che l’Empoli non si è mai demoralizzato, neanche dopo il clamoroso errore di Berisha che avrebbe potuto abbattere psicologicamente gli azzurri e aprire le porte ad un risultato ben più negativo e sicuramente immeritato. La cattiva è che la squadra di Andreazzoli non è riuscita a sfruttare quella che era una ghiotta occasione, se non una partita fondamentale, per racimolare punti e allontanarsi il più possibile dalla zona retrocessione risucchiando proprio il Lecce, che invece è uscito dal Castellani con un punto che può far ritenere D’Aversa soddisfatto.
A contare, alla fine, è sempre il risultato. Il pareggio per 1-1 maturato ieri al Castellani non è però sicuramente lo specchio di una partita giocata dall’undici azzurro non solo con la solita attenzione tattica, ma anche con la grinta e il carattere necessari a strappare quella vittoria non solo fondamentale per smuovere la classifica, ma anche per abbattere quel “tabù” Castellani, dove gli azzurri non riescono più a vincere, che invece resiste. Anche perché Falcone, l’estremo difensore giallorosso, ha deciso di giocare una partita a parte parando tutto il parabile, opponendosi alle staffilate di Cambiaghi e Grassi e compiendo un vero e proprio miracolo sul mancino potente e ravvicinato di Luperto nella seconda parte della ripresa. Un risultato che dà continuità, certo, ma che non premia gli sforzi di Luperto e compagni. E nel calderone delle brutte notizie ci finisce anche l’infortunio (ancora tutto da valutare) che ha costretto Caputo a lasciare il campo poco prima della fine del primo tempo.
Andreazzoli schiera dal primo minuto Kovalenko, novità assoluta dell’undici iniziale. L’allenatore gioca subito il “jolly” per cercare di sfondare la rigida difesa salentina, poi uscito a dieci minuti dal termine per Fazzini. Il fattore C – Caputo, affiancato da Cambiaghi e Cancellieri – per dare peso, velocità e qualità. Dalla parte opposta D’Aversa mischia le carte, buttando subito nella mischia l’ex Piccoli, alla prima da titolare, cambiando così anche le dinamiche interne alla squadra. Le due formazioni si studiano a lungo. Qualche lampo nel buio da una parte e dall’altra, ma la partita si gioca a centrocampo. Con Grassi e Ramadani “blindati”. Lotta, contrasti, rimbalzi e spazi stretti. Anzi, strettissimi. L’obiettivo per entrambe è vincere, ma soprattutto non perdere. Nel primo tempo manca l’iniziativa personale per sbloccare la partita. Quella che arriva nella seconda parte della ripresa. L’Empoli alza il baricentro, mantiene il pallino del gioco, ma è Berisha a vanificare gli sforzi di Cancellieri e compagni. Probabilmente una leggerissima deviazione, forse un errore di valutazione. La papera dell’estremo difensore su tiro dalla distanza, centrale e non irresistibile di Banda, rischia di condannare l’Empoli. Che invece non si perde d’animo e riprende a macinare gioco portando puntualmente pericoli alla porta di Falcone. Trafitta, alla fine, da un autogol di Rafia, sfortunato sulla deviazione di un tiro di Cambiaghi, che per tutta la partita ha alimentato la fase offensiva degli azzurri. Che oggi potranno riabbracciare finalmente Baldanzi. Con il fantasista che rientra in gruppo dopo il lungo infortunio, l’Empoli si presenterà sabato a Torino non solo fiducioso, ma pronto a strappare un colpaccio che diventerebbe fondamentale per proseguire il percorso verso il traguardo della salvezza.
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