Attenzione
Papera e autogol: tra Empoli e Lecce finisce 1-1
Berisha beffato da un missile di Banda dalla lunga distanza, gli azzurri rimediano con un tiro cross di Cambiaghi deviato da Rafia
EMPOLI. Una valanga di occasioni tra Empoli e Lecce, ma sul tabellino restano una papera di Berisha che vale il vantaggio salentino e un rocambolesco autogol di Rafia su tiro cross di Cambiaghi che riporta la sfida in parità per il definitivo 1-1. Gli azzurri trovano un po’ di continuità dopo il punto preso a Genova, ma escono dal Castellani con qualche rammarico perché soprattutto nel finale hanno dato l’impressione di poterla vincere contro una diretta concorrente nella lotta per la salvezza. Il Lecce, che a Empoli non aveva mai vinto nei 16 precedenti, allunga a dieci la striscia di mancati successi e i padroni di casa mettono un punticino in saccoccia, che comunque fa morale e classifica.
Nel bilancio finale vanno messi anche due infortuni, quelli di Caputo (sostituito da Shpendi) e Bereszynski (al suo posto Ebuehi). Sull’altro fronte prima da titolare per l’ex Piccoli che per un’ora prova a farsi rimpiangere ma non ci riesce fino in fondo.
Nel primo tempo si fa preferire la manovra corale del Lecce, anche se le occasioni più ghiotte, alla metà della frazione, sono per Cambiaghi (murato da Falcone) e Luperto (di poco a lato su cross di Bastoni). Poi però arriva la papera di Etrit Berisha, il portiere che si è conquistato una maglia da titolare grazie a una serie di prestazioni più che convincenti: al 64’ un missile di Banda dai 25 metri gli passa sotto le gambe.
Ma il vantaggio ospite dura solo otto minuti, perché l’ennesima accelerazione di Cambiaghi, il migliore tra i suoi, incoccia nella gamba dell’appena entrato Rafia e una parabola beffarda finisce alle spalle di Falcone.
La ripresa si apre con altre due occasioni per l’Empoli: Cancellieri imbeccato da Cambiaghi di poco a lato e Grassi che si vede respingere un tiro a botta sicura da Falcone.
Ora il Lecce ha paura e tocca ancora a Falcone salvare su Luperto prima di una serie di furiosi attacchi azzurri che però trovano sempre qualche stinco tra la palla e la linea di porta.
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