Gioco
Empoli. Linfa vitale dalla panchina Andreazzoli si coccola i suoi jolly
Fondamentali gli innesti per la tenuta della squadra, da Grassi a Maldini
EMPOLI. La salvezza val bene un pareggio, una volta ogni tanto. Se Enrico di Navarra dovette abbandonare la fede ugonotta per diventare Re di Francia, anche mister Andreazzoli si dovrà accontentare di vedere qualche segno “X” di fianco al calendario per raggiungere lo storico obiettivo di tenere la categoria per la terza volta di fila. Era infatti da quasi due mesi, dallo scialbo 0-0 interno con l’Udinese del 6 ottobre, che l’Empoli non portava a casa un singolo punto da una partita di Serie A, ed è solo la seconda volta dall’inizio del campionato.
Ma il dato importante che regala l’1-1 raggiunto allo stadio Ferraris è un altro. Per la prima volta in questa stagione gli azzurri sono riusciti a ottenere un risultato utile dopo aver subito la prima rete della gara. Ci erano andati vicini la settimana precedente contro il Sassuolo, prima che il palese tocco di mano di Bajrami regalasse l’ennesima gioia immeritata in pieno recupero a Dionisi, ci sono finalmente riusciti a Genova difendendo il risultato dalle scorribande finali rossoblù. E se la stanchezza a fine gara di entrambe le squadre era evidente, tra un Cambiaghi a terra preda dei crampi e un Retegui tenuto in campo tutti i novantaquattro minuti nonostante boccheggiasse già da metà ripresa, l’intensità degli ultimi assalti del Grifone non è stata così importante da mettere i brividi a Berisha. Insomma, visto quel che è successo in campo, non c’è risultato migliore per descrivere la sfida che un pareggio.
Le soluzioni del dilemma sono arrivate, ancora una volta, dalla panchina. Grassi imbecca Kovalenko sull’out di destra, traversone forte e teso al centro dell’area per l’accorrente Cancellieri che spiazza di testa il portiere genoano. Tre giocatori coinvolti nell’azione, tre sostituti: Grassi e Cancellieri erano in campo da 85 secondi, Kovalenko dall’inizio della ripresa. Se il centrocampista di Kherson è ormai il fattore ineluttabile del secondo tempo, visto che siamo arrivati a due gol e un assist nelle ultime tre partite, due parole vanno spese sul primo gol in azzurro di Cancellieri. Non stiamo parlando di un bomber, sia chiaro: la sua unica altra rete in Serie A era arrivata con la maglia del Verona, il 20 marzo 2022, casualmente proprio al Castellani contro l’Empoli. Ma al ragazzo manca giusto un po’ di pragmatismo e precisione in zona gol per poter diventare un giocatore determinante anche in contesti di livello superiore. La sua prestazione ha ricordato fortemente ciò che Cambiaghi ha rappresentato per lunghi tratti della scorsa stagione: un mezzo per spaccare la partita nella ripresa. Straripante fisicamente, velocissimo e con la stazza adeguata per tenere il primo impatto col difensore (a differenza sia dello stesso Cambiaghi che di Baldanzi), l’utilizzo a gara in corso dell’ala romana può diventare una mossa tattica molto interessante.
Soprattutto se nel primo tempo va in campo un altro giocatore che ha spiazzato tutti con quello che ha fatto vedere. Daniel Maldini ha giocato un’ora di ottima qualità: lo dimostra il dato che lo vuole, tra tutti i calciatori impiegati nella partita, quello che ha realizzato più dribbling, quattro. Il pallone non si è mai staccato dai suoi piedi, è arretrato spesso per legare i reparti, anche in campo aperto ha mostrato di poter far male agli avversari. Manca sicuramente di condizione e per caratteristiche non è dinamico come i compagni di reparto, un fattore da considerare soprattutto in gare in cui si prevede una difesa a oltranza, ma la prestazione di sabato non può che far nascere dubbi a mister Andreazzoli: dove lo mettiamo Baldanzi, quando potrà finalmente tornare in campo?
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