Il Tirreno

Empoli

Andreazzoli tiene alta la guardia. «Il Frosinone sa essere temibile»

di Luca D’Alessandro

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Aurelio Andreazzoli, tecnico dell’Empoli
 

Il tecnico dell’Empoli su Baldanzi: «Non dobbiamo forzarlo: va salvaguardato»

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EMPOLI. «Non puoi esimerti dal vedere un disastro del genere e rimanere indifferente. L’ho vissuta anche io anni fa, sulla mia pelle, conosco bene quell’ansia e la disperazione della gente. Si crea un’ansia che senti dentro e che ti fa essere vicini a quella povera gente. Mi dispiace molto e faccio loro i miei auguri più sinceri». Nel giorno del suo compleanno, in cui spegne settanta candeline, Aurelio Andreazzoli non può che rivolgere un pensiero a tutte le vittime della tempesta Ciaran che si è abbattuta sulla Toscana, durante la conferenza stampa prepartita che illustra la prossima trasferta dell’Empoli in casa del Frosinone.
La partita contro i ciociari, a inizio campionato, sembrava un evidente scontro salvezza. Invece la squadra guidata da Di Francesco è avanti di cinque punti e si posiziona a metà classifica. La difficoltà della gara è, quindi, ben chiara ad Andreazzoli, anche in virtù della clamorosa rimonta subita dal Frosinone nello scorso turno: «Chi valuta le situazioni in maniera istintiva può ritenere problematica la partita di Cagliari, chi valuta cosa è successo in campo ragiona diversamente. Erano avanti con ampio merito, poi la bellezza del calcio lascia la porta aperta a situazioni impensabili. A volte anche casuali, che succedono raramente». Il tecnico azzurro parla anche del suo rivale di giornata, ex della Roma come lui: «Ha un’idea propositiva, dedicata alla partecipazione della gara da parte dei calciatori. Che poi siano giovani o meno, contano le qualità e quella squadra ne ha tanta. Gioca uno gioca l’altro, il risultato non cambia. Il parallelismo con noi non si può fare dal punto di vista realizzativo, perché qui c’è grossa differenza, almeno per ora». Negli occhi di Andreazzoli, quindi, conta molto di più lavorare sui problemi della sua squadra che preoccuparsi dell’avversario. Così il primo pensiero è alla sconfitta netta subita contro l’Atalanta, ma l’allenatore massese non vede tutto nero: «La squadra deve essere presente sempre, dobbiamo capire quando il perché quando non lo siamo. Il risultato contro l’Atalanta poteva darci qualcosa anche a noi, avevamo messo in mostra anche cose buone». Qual è il problema principale dell’Empoli, allora? «La continuità, mi viene da dire. Sia di squadra che individuale, perché molti dei nostri sono giovani e hanno bisogno di veleggiare sulle ali dell’entusiasmo. Non è un caso che la nostra squadra, quando è andata sotto, non è mai riuscita a recuperare. Questo è un passo avanti che bisogna fare, la gioventù ti viene incontro ma le esperienze sono di settimana in settimana e sono piccoli passi in avanti che dobbiamo fare. Bisogna crescere sulle situazioni negative».
Il reparto che sta avendo più problemi è, senza troppi dubbi, quello offensivo. Andreazzoli analizza così la situazione: «Tutte le volte siamo a dire che siamo stati produttivi, ma non realizzativi. Rimaniamo su questo, allenandoci a fare crescere le dimensioni della porta. Che non è un nemico ma un amico fraterno. Dobbiamo continuare a lavorare per questo». Buone notizie allora dall’infermeria, perché per Frosinone sono recuperati due giocatori che possono cambiare volto alla squadra: «Shpendi è rientrato a pieno servizio questa settimana. Il ragazzo a me piace molto, ha fatto ottime impressioni contro l’Inter. Poteva essere più fortunato, ma è di sicuro affidamento. Ha un sorriso accattivante e fa con tutto con gioia, a me questo piace. Baldanzi ha lavorato, abbiamo dovuto alternare un po’ perché dobbiamo preservarne la salute. Non vogliamo forzare né i tempi né la condizione fisica. I ragazzi giovani vanno in particolare salvaguardati». 
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