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Campionati Europei, occasione per mettere mano allo stadio di Empoli

di Luca D’Alessandro
Campionati Europei, occasione per mettere mano allo stadio di Empoli

L’assegnazione ufficiale a Italia e Turchia della rassegna continentale nel 2032 potrebbe facilitare l’intervento sul Castellani: entro fine mese il project financing

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EMPOLI. Nonostante la mancanza di impegni ufficiali per altri dieci giorni, non si ferma il lavoro dell’Empoli in vista della ripresa del campionato. Il gruppo azzurro si è temporaneamente trasferito al centro sportivo di Petroio: approfittando della sosta, infatti, sono stati messi in manutenzione i terreni di gioco sia del campo Sussidiario che del Carlo Castellani - Computer Gross Arena.

Ed è proprio lo stadio cittadino a essere protagonista di una delle poche news del periodo. Infatti è stata ufficialmente accettata la candidatura congiunta di Italia e Turchia, l’unica presente sul tavolo dell’Uefa, per organizzare gli Europei del 2032. Fatto che riguarda da vicino anche l’impianto di Empoli, che nel dossier consegnato dalla Federazione non è considerato tra gli stadi che ospiteranno delle partite ma è stato inserito tra le strutture di appoggio alle squadre per gli “eventi di complemento”.

La conferma ufficiale dell’organizzazione degli Europei e del probabile impiego del Castellani – le partite dovrebbero essere giocate sia a Roma che a Firenze, rendendo Empoli un’ottima scelta come “base” – non può che far tornare a parlare dei progetti di ammodernamento dello stadio. L’approdo della manifestazione continentale, infatti, è stato ripetutamente nominato dai vertici di Monteboro nei discorsi riguardanti i lavori per il Castellani. Sia il presidente Corsi che il consulente Lotti avevano espressamente parlato degli Europei 2032 per rappresentare una scadenza ben definita entro cui completare l’ammodernamento e anche come un’occasione da sfruttare per portare lustro allo stadio.

Se la congiuntura economica mondiale non è delle migliori, stringendo la lente sulla situazione locale difficilmente si potrebbe trovare un momento migliore. Il rinnovo biennale del rapporto col gruppo SeSa avvenuto a luglio, con tanto di renaming non proprio apprezzato dai tifosi, indica la sicura partecipazione al progetto di un conglomerato da 2,9 miliardi di fatturato nel 2022. Lo stesso presidente Corsi ha parlato a luglio di altre due aziende pronte a sostenere i lavori dello stadio, ancora non rivelate ufficialmente al pubblico: una delle due, però, si può dire con un certo grado di certezza sarà Conad. Lo ha indicato a fine agosto lo stesso gruppo della grande distribuzione, in una nota a margine dell’acquisizione dei negozi Marzi & Fulignati, in cui presuppone la nascita – come già progettato nel 2015 – di un punto vendita all’interno dell’area stadio. Ma anche i rapporti con gli enti pubblici non sono mai stati così buoni: la sindaca Barnini si è sempre mostrata favorevole all’idea, e il presidente Corsi disse a suo tempo come lei sia il miglior primo cittadino con cui abbia mai lavorato.

Ottobre rappresenterà allora il mese in cui dalle parole si dovrà passare ai fatti. È infatti prevista in questi giorni la presentazione del project financing, in cui verrà svelato il terzo partner del progetto, a cui seguirà un periodo di 90 giorni in cui l’amministrazione comunale dovrà esprimere le sue valutazioni. L’idea è di cominciare i lavori nel secondo trimestre del prossimo anno.


 

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