Il Tirreno

Empoli

Serie A

La rincorsa dell’Empoli riparte dalla ritrovata solidità della difesa

di Francesco Bartalini
Caputo
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Caputo

La seconda partita senza subire rende meno amaro lo 0-0 con l’Udinese

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EMPOLI. Non può certo essere del tutto soddisfatto l’Empoli per lo 0-0 arrivato sabato pomeriggio alla Carlo Castellani Computer Gross Arena. La sensazione che serpeggia nello spogliatoio azzurro, infatti, è quella di aver lasciato due punti per strada e non quella di aver guadagnato un punto. Certo, muovere la classifica fa sempre piacere, ma Luperto e compagni avrebbero senza dubbio preferito arrivare alla sosta con in tasca la seconda vittoria di questo campionato. E se è vero che il gol di Caputo era giustamente da annullare per la posizione di fuorigioco del numero 9 azzurro, il rigore non assegnato nella ripresa dopo il contatto tra Cancellieri e Samardzic nell’area dei friulani ha lasciato tanto amaro in bocca in casa Empoli. «Meritavamo i tre punti – ha dichiarato senza troppi giri di parole proprio Cancellieri a fine partita – Siamo stati bene in campo e per come si era messa la gara meritavamo di vincere. Siamo sulla strada giusta. Continuando a lavorare così, una palla che oggi esce domani entra. Questa partita ci dimostra che stiamo crescendo tanto».

«Abbiamo fatto una grande partita – gli fa eco Caputo – contro una squadra che ti fa giocare male. Purtroppo, è stata l’ennesima dimostrazione che ci manca l’episodio che gira dalla nostra parte. Siamo stati anche sfortunati, ci abbiamo provato in tutti i modi, ma dobbiamo restare fiduciosi perché basta poco per sbloccarsi. Quando non si riesce a vincere, è bene non perdere».

Fare bottino pieno avrebbe sicuramente spinto alle stelle il morale degli azzurri, che comunque devono essere soddisfatti per quanto fatto vedere lungo i novanta minuti di gioco su entrambi i lati del campo. Tra le note più liete della sfida contro l’Udinese, infatti, c’è sicuramente da sottolineare che per la seconda partita casalinga consecutiva l’Empoli non ha preso gol di fronte ai propri tifosi. Un dato che non va affatto sottovalutato, un segnale che gli azzurri hanno fatto passi in avanti nelle ultime settimane anche in fase di non possesso palla e adesso sono più solidi nel respingere al mittente le manovre d’attacco degli avversari. «Questa partita – ha confermato Cancellieri – ci dà buoni spunti, la squadra era presente e si è giocata le sue carte. Volevamo la vittoria e meritavamo di più». Arrivato in prestito quest’estate dalla Lazio, finora Cancellieri ha sempre visto il campo nelle otto giornate disputate. Fin da subito Cancellieri ha messo in mostra le proprie qualità tecniche, cercando di dare una mano al gioco degli azzurri con la sua rapidità e la sua bravura nell’uno contro uno. E se nel 4-3-3 di Zanetti il suo ruolo era quello di esterno alto a destra, con l’arrivo di Andreazzoli l’ex Verona è stato schierato spesso e volentieri come seconda punta, dove era già stato provato in diverse occasioni nella passata stagione da Sarri. «Il mister – ha aggiunto Cancellieri – mi chiede di stare più dentro al campo. Poi a volte ci sono momenti della gara in cui mi trovo più esterno, ma le indicazioni sono queste. Andreazzoli ci chiede di riempire gli spazi, con lui ci confrontiamo spesso e ci diciamo le cose come sono». Ora il campionato di Serie A si ferma fino al 23 ottobre, quando l’Empoli sarà di scena al Franchi per il derby con la Fiorentina. Al di là di chi saluterà Monteboro perché convocato dalla propria Nazionale, queste due settimane saranno fondamentali per permettere ad Andreazzoli di fare il punto della situazione e finalmente lavorare con tranquillità su schemi e meccanismi ancora da affinare.

Intanto ieri Giuseppe Pezzella è stato sottoposto ad intervento chirurgico per la stabilizzazione della frattura composta al malleolo destrorimediata contro la Salernitana. L’intervento, fa sapere la società, «è perfettamente riuscito. L'atleta inizierà nei prossimi giorni il percorso riabilitativo con lo staff sanitario azzurro». Difficile ora ipotizzare i tempi di recupero, ma si parla di almeno altri due, tre mesi di tempo.
 

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